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Molotov all’hub vaccinale, donazione di Pluda al Civile

Paolo Pluda, alla sbarra per l'attentato incendiario al centro vaccinale di via Morelli (commesso con Nicola Zanardelli), avrebbe presentato una sorta di "risarcimento", che è stata declinata dall'ospedale.

(red.) Andranno a processo con rito abbreviato Paolo Pluda, 51 anni e Nicola Zanardelli, 52, i due bresciani accusati di essere gli autori delle due molotov lanciate, lo scorso 3 aprile, contro l’hub vaccinale di via Morelli. L’udienza è stata aggiornata per l’abbreviato (che consente un terzo di sconto di pena), nei confronti dei due imputati, al 17 gennaio prossimo.
Pluda, che nelle scorse settimane aveva scritto una lettera pubblica di “scuse” per il gesto commesso, avrebbe anche presentato una donazione all’Ospedale Civile di Brescia, offerta che è stata declinata.
Nel processo non si sono costituite parti civili.

I due “no vax”, all’identificazione dei quali gli inquirenti arrivarono nel volgere di poco tempo, grazie anche alle telecamere di sorveglianza che filmarono due uomini prima e dopo l’attentato, mentre riempivano di benzina due bottiglie, e, anche grazie alle intercettazioni telefoniche, devono rispondere di atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, ma anche di fabbricazione e porto abusivo di armi da guerra.
Il processo prenderà il via il prossimo 17 gennaio: Pluda è ai domiciliari, mentre Zanardelli è in carcere.

 

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