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Attentato all’hub vaccinale: Pluda scrive una lettera di scuse

Il 53enne autore, insieme con Nicola Zanardelli, delle molotov contro il centro di via Morelli, chiede perdono per il "gesto sconsiderato" commesso lo scorso 3 aprile.

(red.) Una lettera, vergata a mano, in cui chiede scusa alla città, ai cittadini e alla sua famiglia per il “gesto sconsiderato” commesso.
Sono parole, messe nero su bianco, da Paolo Pluda, il 53enne autore, insieme con il 52enne Nicola Zanardelli, dell’attentato all’hub di via Morelli a Brescia, in cui vennero lanciate due bombe molotov che, fortunatamente, non causarono feriti, ma solo danni alla tensostruttura.
Lo stesso Pluda, nella missiva, parlando dell’episodio, lo definisce “gesto ignobile”. “Con questo gesto”, precisa Pluda, “non volevo fare del male a nessuno”.
Era il 3 aprile quando i due no vax , dopo avere riempito due bottiglie con del combustibile (erano stati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza della pompa di  benzina poco prima dell’attentato e subito dopo), le avevano scagliate contro il tendone dove si effettuavano le vaccinazioni anti Covid. Il tessuto ignifugo aveva limitato i danni ed erano poi scattate le indagini che avevano permesso, in breve tempo, di risalire agli autori del gesto.
Arrestati, i due cinquantenni affronteranno il prossimo 17 novembre il giudizio entrambi con rito abbreviato.
I due “no vax” devono rispondere delle accuse di terrorismo e porto e detenzione di armi da guerra.

“Il mio voleva solo essere un gesto dimostrativo verso l’obbligo vaccinale, poi non cerco il perdono ma voglio chiedere scusa e ne sono estremamente pentito” continua la lettera di Pluda, che si rivolge anche ai giovani raccomandandoli di non emulare il suo gesto, sottolineando che “il carcere è duro nonostante non abbia fatto così tanti giorni in cella, ma ti cambia e stravolge la vita e non solo la mia”.
Un pensiero è rivolto anche ai suoi cari, con il rammarico che “il nome della mia famiglia rimarrà sempre macchiato da questa cosa, senza nominare i danni economici che ho procurato, quindi il messaggio è: non lo fate”.
Tra una decina di giorni Pluda e Zanardelli compariranno in aula: obiettivo dei legali che li rappresentano è quello di ottenere lo sconto di un terzo della pena, accedendo al rito abbreviato.

 

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