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(d.s.) Gianfranco Miglio, giurista, politologo e politico è scomparso il 10 agosto del 2001 lasciando un’eredità importante all’Italia, quella del federalismo e delle riforme, di cui lo studioso lariano è da considerare, a tutti gli effetti, uno dei padri.
Oltre all’impegno di docente universitario, di storico e di costituzionalista, anche la politica ha avuto una parte importante nella vita di Miglio che è stato senatore per tre legislature dopo essere stato eletto nel collegio di Como nel '96 e prima di morire a 83 anni.
A meno di dieci anni dalla scomparsa, la figura di Miglio sarà ricordata anche a Brescia grazie a una scultura, un grande busto dell’artista bresciano Remo Bombardieri. Verrà posto in una zona verde nelle vicinanze di piazza Garibaldi, nel centro della città.
L’iniziativa, che ha avuto l’appoggio dell’amministrazione che guida Palazzo Loggia, è stata promossa dal club “L’imprenditore”, associazione privata che si è accollata anche il costo dell’operazione.
“Si tratta di un riconoscimento speciale ad una figura particolarmente importante alla quale il nostro Paese deve molto: uno storico-costituzionalista che ha saputo porre le basi per un sistema politico, quello federalista, che oggi sta dimostrando tutta la sua validità”, ha spiegato il vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi, parlando di colui che da, sempre, è considerato l’ideologo della Lega Nord, nonostante poi le strade si siano divise.
“E’ un uomo al quale non è solo la Lega a dovere molto, ma tutta l’Italia: la sua notevole produzione letteraria e scientifica lo ha reso una delle figure più interessanti del nostro tempo. E’ da considerarsi, a mio avviso, il vero erede di Carlo Cattaneo” ha proseguito il vicesindaco, ricordando che il busto, oggi ancora nel laboratorio del suo creatore, verrà inaugurato tra qualche settimana.
Voci dicono che all’avvenimento potrebbe essere presente anche Umberto Bossi.
“Miglio non solo ha lavorato per tutta la vita per la salvaguardia del patrimonio e delle tradizioni storico locali ma, in alcune opere, in particolare quelle destinate alla montagna, ha dimostrato un attaccamento ed un amore particolare per la sua terra, sentimento condiviso da tutti i padani”, ha concluso Rolfi.
Nato a Como l'11 gennaio del 1918, per molti anni Miglio è stato preside della facoltà di Scienze politiche dell'università Cattolica di Milano, dov'era arrivato come docente nel '36 (leggi la biografia). Studioso di Cattaneo, era federalista fin dagli anni Cinquanta ed era stato iscritto alla Dc, partito che poi aveva lasciato.
All'inizio degli anni Novanta l’incontro con Bossi, che gli era sembrato poter interpretare la sua linea ideologica. Qualche anno dopo era però arrivata la rottura con la Lega: Miglio pensava a una Repubblica del Nord come passaggio per arrivare alla nascita di uno Stato padano.
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