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Garda, “no” alle anguille e infiamma la polemica

Scontento fra i pescatori per la decisione del ministero della Salute di interdire sia la pesca sia la vendita. La Fai-Cisl scrive al ministro Lorenzin.

(red.) Dopo la conferma, tramite decreto ministeriale, del divieto di commercializzazione per le anguille nel lago di Garda, arriva anche il divieto di pesca.
La provincia di Brescia, infatti, sta per emanare un ordinanza che vieta la pesca di anguille nel Benaco. All’origine delle decisioni, le eccessive concentrazioni di diossina nelle carni dei pesci d’acqua dolce. Il provvedimento del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, però, scontenta il sindacato pescatori della Fai-Cisl di Brescia. Il divieto, infatti, sarebbe limitato all’area che precede il ponte della ferrovia a Peschiera, dove al lago si sostituisce il fiume Mincio.
Con una lettera inviata al ministro, il rappresentante sindacale Oliviero Sora, evidenzia come le anguille pescate in questa zona del Mincio siano esattamente le stesse presenti nel Garda e, quindi, ugualmente pericolose e nocive per la salute. Come se non bastasse, poi, le anguille pescate nel fiume verrebbero rivendute sul Garda . Il sindacato dei pescatori ha minacciato di denunciare il ministero per la decisione presa. A tre anni dai primi divieti, quindi, rimane aspra la polemica sulle anguille.

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