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Inchiesta “Scarface”, procura di Brescia chiede processo per indagati

Quasi una trentina quelli che rischiano di finire alla sbarra. Dalle vincite al Lotto veniva ricavato il denaro in nero.

(red.) La procura di Brescia ha chiuso le indagini nell’ambito dell’inchiesta “Scarface” e nelle ore precedenti a martedì 16 marzo ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli indagati, quasi una trentina. Tutti derivanti dall’operazione che aveva portato all’arresto di 14 persone tra carcere e ai domiciliari.

Le accuse a vario titolo che vengono contestate agli indagati sono di associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici ed emissione di fatture per operazioni inesistenti e con l’aggravante per alcuni di agevolare l’attività delle associazioni mafiose.

Secondo l’accusa, a capo dell’intero sistema ci sarebbe stato l’imprenditore attivo nelle tv Francesco Mura e i reati sarebbero connessi alle vincite al Lotto. Denaro che veniva dato in contanti ai vincitori per poi ripulire quello ricavato in nero per creare società con cui emettere fatture false. E tra gli indagati, per corruzione, ci sono anche un carabiniere e un agente della Polizia stradale di Chiari.

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