Collebeato, colpi di pistola contro la comunità di migranti Sprar

Sabato notte l'episodio contro la palazzina che ospita sei stranieri. E' l'ennesimo atto di un'escalation.

(red.) La comunità bresciana di Collebeato è rimasta scioccata per il nuovo ed ennesimo episodio ai danni della comunità di migranti legati al progetto Sprar e ospiti di una struttura gestita dalla Zavidovici Onlus in paese. Nella notte tra sabato 30 e ieri, domenica 31 maggio, cinque colpi di pistola esplosi contro quella palazzina hanno svegliato i sei stranieri – un siriano, due fratelli iracheni, due somali e un gambiano – ospiti nell’edificio. E’ successo intorno alle 3,30 e di quanto accaduto sono stati informati i carabinieri della compagnia di Brescia e di Gardone Valtrompia chiamati a indagare. Subito sono stati sentiti gli ospiti per avere delle testimonianze e in seguito anche il sindaco Antonio Trebeschi.

Quindi, sono state acquisite tutte le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza in zona e sono stati estratti i proiettili dal muro e dalle porte al primo piano della palazzina. Come detto, è solo l’ultimo episodio di una serie. Alla fine di ottobre del 2019 un uomo, ospite della struttura, aveva alzato troppo il gomito e creato scompiglio in paese dopo la morte della figlia. Ma a quel gesto qualcuno aveva risposto con un proiettile nella cassetta delle lettere dell’abitazione del primo cittadino. I militari stanno anche cercando di ricostruire eventuali collegamenti con episodi simili e di poche ore precedenti. Per esempio, su una saracinesca di un negozio qualcuno ha scritto “No Islam”. E non solo, perché sabato pomeriggio 30 maggio, poche ore prima dei colpi di pistola, uno degli ospiti della struttura avrebbe assistito a uno scambio di droga e, dopo insulti e minacce, sarebbe riuscito ad allontanarli nella piazza proprio davanti alla comunità di Zavidovici.

L’elemento importante, comunque, è che quei colpi di pistola per fortuna non hanno ferito nessuno. “Cinque colpi di pistola non riusciranno a fermare la solidarietà – dice il sindaco Trebeschi che tramite il Comune e l’associazione che gestisce la comunità ha fatto diffondere una nota – fortunatamente la sparatoria non ha ferito nessuno dei rifugiati, anche se l’episodio li ha scossi profondamente facendo riemergere immagini di violenza vissute in prima persona nei loro paesi di origine ed estranee alla vita quotidiana di un paese civile.

Si tratta di un grave episodio che ci lascia indignati e fortemente preoccupati, a fronte del quale vogliamo sottolineare come il progetto Sprar a Collebeato, attivo dal 2014, abbia saputo fin dall’inizio coinvolgere molti dei beneficiari ospitati nel tessuto sociale e nell’associazionismo locale. Speriamo che si faccia luce quanto prima sull’accertamento delle responsabilità, anche per evitare spiacevoli strascichi nella vicenda. Di una cosa riteniamo di non poter dubitare: come per gli episodi accaduti ad ottobre dello scorso anno, anche questo è un gesto isolato che non troverà mai la condivisione della maggioranza dei cittadini, che continueranno insieme a noi ad offrire sostegno e aiuto alle persone accolte”.

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