Collebeato, raid razzista contro il sindaco e lo Sprar

Domenica sera alcuni individui hanno fatto esplodere dei petardi davanti a un edificio che ospita richiedenti asilo e alla casa del primo cittadino Trebeschi.

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(red.) Una vera e propria reazione violenta e minacciosa condotta dopo quanto era successo 24 ore prima. Si parla di Collebeato, nel bresciano, dove sabato sera in via San Francesco due giovani africani avevano dato in escandescenze. Uno di loro, che faceva parte del progetto di accoglienza Sprar gestito dalla cooperativa Adl Zavidovici, si era scagliato contro i passanti e anche contro le auto in sosta dopo aver appreso della morte dell’unica figlia nel Paese di origine. In seguito l’uomo si era scusato e poi condotto in una comunità per quel tipo di problemi. Ma a far discutere ora c’è la reazione di quanto avvenuto domenica sera intorno alle 22,30 e di cui il Comune ha dato notizia ieri, martedì.

Infatti, si parla di svastiche realizzate sul monumento ai partigiani e due petardi fatti esplodere nei pressi dell’edificio che ospita i richiedenti asilo dello Sprar e anche davanti alla casa del sindaco Antonio Trebeschi. L’amministrazione comunale ha diffuso un comunicato spiegato cosa è successo in quegli attimi concitati. Pare che alcune persone abbiano cercato di trovare uno degli appartamenti dove sono ospiti gli stranieri dello Sprar e abbiano anche offeso una donna che non voleva dare loro indicazioni. Qui hanno fatto esplodere un petardo e poi si sono diretti all’abitazione del primo cittadino mettendo un altro piccolo ordigno nella cassetta postale che è saltata in aria danneggiando l’ingresso e la proprietà dei vicini di casa.

Infine, davanti al municipio hanno scritto frasi razziste. La loro intenzione è quella di intimare al Comune di sospendere il progetto di accoglienza, ma il sindaco Trebeschi non demorde. “Siamo fermi nel condannare questi atti e nella volontà di continuare il percorso di accoglienza, intrapreso e condiviso ormai da anni dalla nostra comunità – dice il primo cittadino – crediamo che oggi più che mai sia necessario prendere le distanze da chi vuole alimentare il clima di odio, di divisione e di paura: non il conflitto, ma il confronto democratico sarà sempre la nostra unica scelta”.

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