Collebeato, figlia è morta e lui semina il panico

Sabato sera successo in via San Francesco. Due uomini stranieri ubriachi hanno rotto bottiglie, urlato e insultato passanti. Uno di loro è richiedente asilo.

(red.) E’ allarmante quanto successo nella serata di sabato 26 ottobre a Collebeato, nel bresciano, dove due uomini stranieri hanno seminato il panico in paese. Erano due ubriachi che, come scrive il Giornale di Brescia dandone notizia, hanno spadroneggiato per il paese tra urla, pugni sulle auto parcheggiate e persino rotto bottiglie di vetro con le quali hanno minacciato alcuni passanti. Teatro dell’accaduto è stato via San Francesco e uno dei due è un richiedente asilo ospite di una struttura gestita dall’associazione Adl Zavidovici. A richiamare l’attenzione di quanto stava avvenendo è stato il titolare di una pizzeria che di fronte a quelle scene ha pensato di chiudersi nel locale insieme ai clienti.

Nel frattempo lui stesso, insieme ad altri passanti intimoriti dalla situazione, hanno chiamato i carabinieri. Sul posto sono arrivati i militari della stazione di Concesio che però non sono riusciti a rintracciare i due uomini poi scappati. E proprio il Comune di Collebeato ha emesso una nota riconoscendo come uno dei due sia un richiedente asilo che avrebbe agito in quel modo dopo aver saputo della morte dell’unica figlia nel Paese di origine.

Tanto che ieri, domenica 27, l’amministrazione e il direttore dell’Adl hanno incontrato il soggetto in questione che si è subito scusato riconoscendo quanto commesso. A questo punto l’associazione che gestisce progetti di Sprar sarà tenuta controllata dai carabinieri e si verificherà se per la persona in questione l’ospitalità potrà andare avanti o si procederà con l’allontanamento. E dal Comune fanno sapere che era la prima volta che avveniva un episodio del genere in questa situazione di accoglienza.

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