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Usa, bresciano nel parco degli scoiattoli infetti

L'ex sindaco di Lonato, Morando Perini, ad agosto ha soggiornato al 'Curry Village' del parco nazionale di Yosemite, in California. Lì si è diffusa un'infezione da Hantavirus.

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(red.) Sono diecimila le persone a rischio e due i decessi già registrati, a seguito dell’infezione da Hantavirus, una forma virale nella maggior parte dei casi letale, che presenta i sintomi di una normale influenza e che è trasmessa da roditori infetti, inclusi scoiattoli e topi, tra le persone che hanno soggiornato nel parco nazionale di Yosemite, in California.
L’allarme lanciato dalle autorità sanitarie statunitensi, in seguito ai due decessi dei giorni scorsi, ha fatto scattare il panico fra i turisti che si sono recati nell’area fra giugno e agosto e che hanno soggiornato nelle cabine ‘Signature’, nell’area del parco conosciuta come ‘Curry Village’.
Le cabine, che consentono ai villeggianti di poter soggiornare nel parco a prezzi economici, sono ora state chiuse.
Tra i turisti che hanno visitato il parco e vi hanno dormito anche un ingegnere bresciano di 44 anni di Lonato,  Morando Perini che, con alcuni amici aveva prenotato le tende cabinate il 11, 12, e 13 agosto scorsi.
L’ex sindaco della cittadina gardesana ha soggiornato alcune notti nel parco e solo al rientro, dai giornali, ha appreso dell’infezione che ha ucciso due turisti che, come lui, si trovavano in quella zona.
I primi sintomi del virus si manifestano dopo un’incubazione di dei settimane, ancora presto per sapere se il turista bresciano è stato contagiato.
Ma l’apprensione c’è ed il call center appositamente adibito è stato inondato da chiamate di turisti spaventati.
Le prime due vittime a causa del virus avevano soggiornato presso le cabine ‘Signature’ all’inizio di agosto e sono decedute in seguito a una grave infezione polmonare causata dall’Hantavirus (il nome deriva dal fiume Hantas, in Corea del Sud, dove il virus è stato isolato per la prima volta).
Il virus viene trasmesso da roditori tramite saliva, feci, urine contaminate o respirando l’aria in ambienti chiusi e piccoli in cui vi sono tracce, ha fino a sei settimane di incubazione e nessuna cura disponibile. Altri sei casi sono stati finora accertati mentre le autorità stanno esaminando altri casi ritenuti sospetti. Già nel 2010 il dipartimento della sanità della California aveva messo in guardia le autorità del parco sulla necessità di rafforzare le ispezioni per il controllo dei roditori: il 18% dei topi catturati per controllare l’area, infatti, era risultato positivo all’Hantavirus. E le cabine ‘Signature’, per il loro design, rendevano facile per i topi creare nidi fra le pareti. Il 25 aprile scorso è entrata in vigore nel parco la nuova politica Hantavirus per fornire un ambiente sicuro, e ”privo di pericoli che potrebbero causare seri problemi fisici o la morte”. Solo nel 2011 la metà dei 24 casi di Hantavirus negli Stati Uniti si sono tradotti nel decesso di chi aveva contratto l’infezione.

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