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Test sierologici, Regione: campagna gratuita a tappeto nel bresciano

Entro la fine di giugno nella nostra provincia tra i cittadini dei paesi più colpiti in rapporto con la popolazione.

(red.) Il Veneto è stata la prima regione italiana a mettere in campo la pratica nel momento in cui proprio qui si è registrato il primo decesso a causa del Covid. Nei giorni e nelle ore precedenti a lunedì 15 giugno anche a livello lombardo e bresciano, territorio tra i più colpiti a livello nazionale, si sta spingendo per una campagna di test sierologici a tappeto. Una scelta che si sta sollecitando anche a Brescia da parte di Viviana Beccalossi (Gruppo Misto) a livello regionale e Paola Vilardi (Forza Italia) in Loggia sull’esempio di Bergamo che ha annunciato una campagna di test a raffica. Nelle scorse ore, come riporta il Giornale di Brescia, l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera ha annunciato che anche il territorio bresciano sarà interessato da una vasta campagna di test sierologici gratuiti.

In queste ore verranno definiti i criteri e l’obiettivo è di avviare l’indagine di sieroprevalenza entro la fine di giugno. Si terrà conto del numero di nuovi casi positivi in rapporto alla popolazione residente e per questo motivo dovrebbero far parte della campagna, tra gli altri, il capoluogo e Orzinuovi che è il paese più vicino al primo focolaio scoppiato a Codogno, nel lodigiano. Nel frattempo, proprio sul fronte bresciano, il sindaco del capoluogo Emilio Del Bono aveva sollevato la necessità di tracciare una mappa più dettagliata del contagio in base ai dati. “Quanti sono i test sierologici che vengono fatti quotidianamente nella Provincia e nel Comune di Brescia da parte non solo delle strutture sanitarie pubbliche ma anche da tutti i laboratori privati autorizzati? E tutti questi dati relativi ai test sierologici qualcuno li sta elaborando per valutare il dato epidemiologico (residenza, luogo di lavoro) per capire che percorso ha fatto il virus e quale stia facendo ora (luoghi di insediamento prevalente oggi)?

Possibile che non ci sia un lavoro più sofistificato ed elaborato – ha scritto il primo cittadino su Facebook – che non numeri importanti ma di scarsa comprensione? Il Comune di Brescia, con il suo Ufficio statistica, è a disposizione per elaborare questi dati, ovviamente non in nostro possesso, in quanto non ente di competenza. Siamo disponibili a farlo. Ho comunicato alle Aziende sanitarie la nostra disponibilità, noi ci siamo. La enorme mole di dati che provengono dai test sierologici volontari fatti dai cittadini sono fondamentali. Anche perché da questa casualità (i test sierologici fatti volontariamente) si sta scoprendo una percentuale altissima di coloro che hanno fatto la malattia, ma cosa preoccupante una costante presenza di positivi accertati dopo il tampone.

Il rischio, vista la macchinosità e la onerosità dei test e tamponi, che corriamo è che da luglio crollerà il numero di coloro che decidono di fare il test volontariamente e quindi non si scopriranno più i positivi. E andremo verso l’autunno con centinaia di persone ancora potenzialmente malate e potenzialmente infettanti. Non è opportuno costruire con la Regione, l’Ats e gli ospedali una progettualità più rigorosa e scientifica per evitare di ritrovarci sorpresi in autunno? Questa mi pare, è la stagione giusta per farlo. Il Comune di Brescia ci sta”.

Nel frattempo domani, martedì 16 giugno, si terrà una nuova seduta del Consiglio regionale lombardo e tra gli ordini del giorno ci sarà anche una mozione del Partito democratico che chiede tamponi gratuiti, eseguiti dall’Ats, per quanti sono risultati positivi allo sviluppo degli anticorpi evidenziato dai test sierologici. Chiedono anche una tariffa standard per l’esecuzione delle analisi da parte dei laboratori privati e un piano regionale pubblico per l’accesso ai test. E proprio sui tamponi gratuiti, sembra che la giunta sia orientata, affidandosi però al personale dei laboratori privati convenzionati.

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