“118, mozione Pd bocciata da Paroli”

Massimo Pesenti, candidato al Consiglio Comunale con “Civica per Del Bono Sindaco” fa appello alle istituzioni perchè il servizio di emergenza resti a Brescia.

(red.) La Delibera della Giunta Regionale n. IX/1964 del 6 luglio 2011, prevede una radicale riorganizzazione del Sistema dell’Emergenza in tutta la Regione Lombardia: contestualmente all’attivazione di tre Call Center Laici (localizzati a Milano, Brescia e Varese) quale primo “filtro” per le chiamate indirizzate al Numero Unico per l’Emergenza (N.U.E.) 112, è prevista la riduzione, da 12 a 4, del numero delle Centrali Operative del Soccorso Sanitario d’Urgenza Emergenza 118 (e la conseguente chiusura, nel 2014, della Centrale Operativa di Brescia, con l’accorpamento alla Centrale Operativa di Bergamo, che acquisirà anche quella di Sondrio).
Massimo Pesenti, candidato per il Consiglio Comunale di Brescia nella lista “Civica per Del Bono Sindaco” ritiene  tale provvedimento “sbagliato per tutta una serie di ragioni: lo scarso coinvolgimento degli operatori dell’emergenza nell’iter che ha condotto all’adozione del provvedimento e la conseguente assenza di una visione operativa delle sue ricadute; la metodologia di riorganizzazione delle risorse sul territorio, volta a mettere in competizione il volontariato lombardo e bresciano; la non compatibilità di alcuni punti del provvedimento regionale con la vigente legislazione nazionale; la scelta di operare un accorpamento fra due Centrali, nello specifico Brescia e Bergamo, privando il più ampio e articolato territorio bresciano di un riferimento prezioso e importante e causando una evidente conseguente diseconomia di scala; la confusione che alcuni hanno interessatamente sollevato attorno alla questione dell’introduzione del Numero Unico per l’Emergenza 112”.
Secondo Pesenti, “dal punto di vista organizzativo ed economico, questa soluzione non regge”, così come “dal punto di vista del rapporto tra personale addetto e popolazione, la riorganizzazione non rispetta alcun parametro di qualità; per quanto attiene, infine, alla tempestività dell’intervento di soccorso, nelle Province lombarde dove l’accorpamento si è già realizzato si raccolgono molti pericolosi disagi”.
Alcuni Comuni, nei mesi scorsi, hanno approvato delle mozioni che chiedono alla Regione di rivedere, almeno parzialmente, le decisioni che la scorsa Giunta Regionale aveva assunto.
“Tuttavia”, viene sottolineato, “il sindaco (uscente) Paroli e la sua Giunta, ‘schiavi’ del vicesindaco Rolfi, che predica la difesa della “brescianità” e poi, per esigenze di partito, nega ai bresciani il diritto alla sicurezza e alla salute, hanno bocciato in Consiglio Comunale tale mozione, presentata dal Partito Democratico”.
Cosa chiede il Comitato “Salviamo il 118”? “Che in Regione Lombardia vi siano almeno due Centrali Operative del 118 in più (tra cui il mantenimento di quella di Brescia), rispetto alle quattro previste, che presso queste Centrali Operative operi esclusivamente personale Medico e Infermieristico; che il Soccorso Sanitario Extraospedaliero sia garantito con una copertura territoriale garante della sicurezza del cittadino, performante l’unione tra la realtà del volontariato e le figure professionali sanitarie; che vengano rivisti in dettaglio i costi e le spese impegnati dopo la nascita dell’Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), al fine di verificare se effettivamente si tratta di vero risparmio”.
Quattro le proposte per una riforma che vada incontro alle esigenze dei cittadini e non penalizzi il servizio.
“L’approccio alla futura riorganizzazione deve essere il più possibile “orientato al servizio”, nella fattispecie il Soccorso Pubblico. Mettere al centro il “servizio” significa ridimensionare tutti quei fattori che non promuovono la cooperazione fra le Istituzioni coinvolte. È quindi opportuno, innanzitutto, individuare un livello comune di standard operativi, validi trasversalmente per tutto il personale coinvolto nell’àmbito del Soccorso Pubblico. È, inoltre, opportuno che il personale di queste Istituzioni condivida momenti di formazione e confronto”. “Da questo principio generale”, sottolinea Pesenti, “è possibile trarre un’indicazione organizzativa specifica: anziché promuovere una riorganizzazione che preveda l’inserimento di un livello aggiuntivo nella catena dell’emergenza (il Call Center Laico quale terminale in entrata fra cittadinanza e sistema dell’emergenza), è invece opportuno promuovere un’unificazione delle realtà esistenti, programmando la costituzione di Centrali Operative Interforze, che prendano il posto delle Centrali Operative dei vari Enti di emergenza attualmente operanti. Quale riferimento territoriale, tali Centrali Operative Interforze potrebbero incardinarsi sulle Province, così come esse saranno individuate (il vantaggio operativo della scelta della Provincia come Ente territoriale di riferimento consiste nel fatto che a tale livello si sono storicamente costituiti nell’ordinamento italiano i centri di controllo territoriale della maggior parte delle Istituzioni pubbliche operanti sul territorio). Ancora, è ragionevole partire dall’accorpamento degli Enti con àmbitidi intervento più simili, quali, per esempio, Centrale Operativa 118, Soccorso Tecnico Urgente – Vigili del Fuoco, ed accorpando successivamente altre Istituzioni con profili meno immediatamente coincidenti (Forze dell’Ordine varie)”.
“In linea generale, le Centrali Operative Interforze dovrebbero essere ospitate in siti idonei, identificati o realizzati a partire dall’implementazione dei criteri di sicurezza previsti dalla normativa vigente o addirittura da una loro espansione. Dovendo unificare servizi già in essere, sarà opportuno confrontare le varie infrastrutture in cui operano le Centrali Operative dei vari Enti e, fra queste, scegliere la più idonea”, evidenzia il Comitato.
Infine, “il personale operante in questa “nuova” Centrale Operativa Interforze sarà il personale delle varie Istituzioni deputate al Soccorso Pubblico, che prima era invece impiegato nelle singole Centrali Operative di appartenenza. Un semplice “trasloco” di personale consentirà di garantire un vero risparmio, non dovendo formare ex novo il personale già operativo, che potrebbe inoltre continuare a garantire (per quel che riguarda il personale della Centrale Operativa 118) il servizio sui mezzi d’emergenza di competenza, come avviene ora”.

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