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Uccise la figlia disabile, scarcerata

Concetta Cottone, la 76enne che il 29 dicembre colpì a morte con un bastone la figlia Assunta, 49 anni, è tornata nella sua casa a San Polo. Il 17 settembre il processo.

(red.) Un delitto scaturito da un raptus, un “buco nero” che si è formato nella testa di Concetta Cottone, la 76enne residente a San Polo che lo scorso 29 dicembre ha ucciso la figlia disabile Assunta Arceri, 49 anni, nella loro abitazione di via Raffaello, a Brescia.
La donna, che è stata scarcerata,  secondo la Procura di Brescia ha gito senza premeditazione, ma colta da un raptus.
L’anziana signora, vedova, madre di tre figlie, una suicidatasi oltre 30 anni fa e due gemelle 49enni, affette da disturbi di natura psichica, ha scagliato la sua violenza omicida a colpi di spazzettone contro Assunta, uccidendola.
Il 17 settembre si apre il processo a carica della donna, con rito abbreviato. Concetta Cottone, che deve rispondere di omicidio volontario con le aggravanti della crudeltà per le ferite inferte alla figlia e i legami familiari, ora è tornata a vivere in via Raffaello, nella casa della tragedia. L’altra figlia, che ha assistito al dramma, è ospitata invece in una struttura protetta.
La 76enne avrebbe spiegato la ragione del suo gesto, motivandolo come legato alla paura che la figlia, appena dimessa dall’ospedale di Montichiari per cure psichiatriche, non sarebbe stata in grado di affrontare il futuro senza il suo supporto.

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