(red.) E’ un pezzo della storia commerciale di Brescia che si perde dopo decenni di attività. Da sabato 4 novembre i quattro negozi della catena di abbigliamento Carnevali in via Cefalonia in città, al centro commerciale Il Leone a Lonato del Garda, a Le Porte Franche di Erbusco e a Curno, nella bergamasca, chiudono i battenti. La società a capo del marchio era andata in liquidazione alla fine di settembre, ma i legali hanno portato i libri in tribunale a Brescia chiedendo il fallimento.

L’istanza è stata accolta dai giudici e proprio venerdì 3 il curatore fallimentare ha dato notizia a chi opera all’interno dell’azienda, cioé circa cento dipendenti. Dal punto di vista giudiziario, la Carnevali Spa era totalità del Gruppo Bani Carnevali dei fratelli Federico e Francesco Bani. Con la crisi economica, la società aveva chiesto il concordato, ma i giudici non l’hanno ammesso e quindi a settembre era partita la messa in liquidazione. Ora il fallimento e la chiusura totale.

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10 Commenti

    • Scellerate troppe cose in questo Paese: hanno appena arrestato un neo consigliere non ancora proclamato (lì si chiamano deputati) siciliano, tale De Luca, per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale. Era in quota UDC, partito che in Sicilia ha stranamente preso un sacco di voti. Come 17 mila preferenze nella Lista di Forza Italia ha preso un giovanotto dociottenne di primo pelo, però figlio di Francantonio Genovese (parlamentare siciliano passato dal Pd a Forza Italia, ma ex DC-PPI-UDR, UDC) condannato in primo grado a 11 anni di reclusione per truffa peculato, associazioone a delinquere. Nomi che ricorrevano in un elenco di “impresentabili” presentato dal Movimento 5 Stelle, che comunque è il partito più votato in Sicilia e pure saldamente primo nei sondaggi nazionali. Tra le cose in cui stiamo diabolicamnete perseverando c’è pure un 26% del PIL nazionale di economia sommersa (miliardate di euro sottratti al Fisco, cioè…alle nostre tasche di contribuenti in regola).

  1. In ogni caso, vedo gli gli italiani di alto, medio e basso reddito, APPOGGIATI e mantenuti da genitori , nonni e suoceri ( finche c’e’ da spremere), CONTINUANO a far figli.. anzi, a volte piu’ di uno. Quindi… quale crisi?
    Gli italiani come popolo sono destinati a scomparire, nello stivale nel prossimo 50ennio vivranno solo cinesi e popoli islamici. La natura insegna a tutti noi che le piante forti, alla fine, soffocheranno sempre le piante deboli, eliminandole e rimpiazzandole.
    Poveri Vostri figli.

  2. E’ davvero, con grande tristezza, un altro pezzo della storia di Brescia che scompare per sempre con Carnevali. Non c’è settore che non abbia dovuto affrontare la complessità e il cambiamento violento dell’economia globalizzata. Ma quello dell’abbigliamento e della distribuzione al dettaglio è tra quelli che più ha sofferto crisi, riduzione dei consumi, crollo della domanda, concorrenza spietata, guerra dei prezzi. Ci resta il ricordo di un’altra Brescia, di luoghi famigliari, di tradizioni vissute e forse soprattutto di una normalità che non esiste più.

      • Già. E nemmeno la tanto sbandierata crescita attuale del PIL italico può farci sorridere, poichè si tratta di una crescita minima (lo stock è quello del 1998…) e lontana anni luce da quelle cumulate in percentuale in vent’anni dal resto dell’Europa allargata a 28 Paesi, ma soprattutto perchè sostenuta dalle politiche monetarie della BCE che stanno purtroppo per giungere al capolinea (già nel 2018). Il giorno dopo, ci basterà un rallentamento dell’economia cinese più qualche strappo nella quotazione euro/dollaro e un minimo aumento dei tassi (con 2.200 miliardi di euro di debito pubblico), per riportarci nel baratro. Ciò che non ci siamo fatti mancare è la totale dipendenza dagli altri, da eventi esterni, da decisioni che ci volano sopra le teste. Il tutto, in assenza di riforme interne drastiche, strutturali e definitive. Povera Italia…

        • Siamo stati a lungo la quinta potenza economica.
          Questo ha sempre tolto il sonno a qualcuno che quindi ha fatto di tutto per distruggere la nostra ricchezza.
          Il guaio è che noi abbiamo sottoscritto tutte quelle azioni.

          • Prima il Trattato di Maastricht, poi di Lisbona poi l’introduzione dell’Euro: ci hanno buggerato i boss della tecnocrazia europea più i boss della finanza internazionale con l’esatto obiettivo doi polverizzare in Italia risparmi, ricchezza, potere d’acquisto, redditività e produttività delle imprese, ceto medio. Ed è vero purtroppo che abbiamo sottoscritto le azioni che ci hanno condannato, in primis la politica in generale: autoreferenziale, consociativa, cieca, sorda e muta, passiva e inconcludente.