Carzeri (Fi): “Vigili del fuoco volontari tra burocrazia e cumulo fiscale”

La consigliera regionale vede la necessità di accorciare i tempi dei corsi e di ripensare la fiscalità dei redditi. "Si tratta di un servizio d'eccellenza che va tutelato anche con una riforma”.

Brescia. Il consigliere di Regione Lombardia Claudia Carzeri (Forza Italia), informa in una nota di aver raccolto una richiesta del territorio giunta dal corpo di volontari che da anni rappresenta un’eccellenza bresciana e lombarda: quello dei Vigili del Fuoco. Il corpo volontari dei Vigili del Fuoco è stato fondamentale anche nel recente passato a causa delle numerose crisi affrontate dal Paese: il ruolo di queste persone come garanti della sicurezza del territorio è stato ed è anche oggi evidente.
“Tuttavia”, spiega Carzeri, “il corpo volontari sta attraversando, causa problemi burocratici e rallentamenti organizzativi, difficoltà notevoli che potrebbero portare, se non affrontati per tempo, alla progressiva chiusura dei distaccamenti con il conseguente inevitabile ritardo nei soccorsi. Il personale in servizio operativo è sempre più ridotto a causa di molteplici fattori: da un lato i congedi per il raggiunto limite d’età sono più dei nuovi ingressi, fenomeno che fa registrare un gap fisiologico negativo; dall’altro, non è possibile sostituire i vincitori dei concorsi che sono passati negli organici degli effettivi del corpo nazionale, in quanto l’iter di formazione dei nuovi volontari è lungo e spesso incerto nei tempi. A ciò si aggiunga che i corsi di formazione per gli aspiranti Vigili del Fuoco sono insufficienti rispetto alle esigenze dei distaccamenti volontari”.

“Per esempio, nella sola Provincia di Brescia”, prosegue Carzeri, “ci sono un centinaio di aspiranti operatori in attesa, che desiderano essere convocati per dare inizio all’iter relativo all’arruolamento, che culmina con la partecipazione al corso: tuttavia, nonostante il finanziamento regionale sia già stato stanziato proprio per la formazione, quest’ultima non è ancora stata calendarizzata e il ritardo causa notevoli disagi e sconforta i volontari o gli aspiranti tali”.
“Sarebbe anche opportuno”, dice ancora Carzeri, “rivedere la gestione dei corsi poiché gli stessi, anche quelli per le specifiche patenti di servizio di 1°, 2° e 3° grado, dovrebbero essere pensati per dei volontari che spesso studiano o hanno un lavoro, che non possono abbandonare per intere settimane. Pertanto, occorre valutare soluzioni che possano venire incontro a queste esigenze, concentrando le lezioni teoriche anche tramite sessioni online o serali e quelle pratiche nei fine settimana”.

“Infine”, spiega Carzeri, “un’ulteriore criticità è legata all’accumulo fiscale cui il volontario è soggetto in quanto sottoposto agli stessi obblighi dei vigili permanenti, ma a differenza di questi ultimi i volontari non sono vincolati da un rapporto di impiego e svolgono la loro attività ogni qualvolta se ne manifesti il bisogno. Questo significa che gli operatori volontari vengono pagati come i pompieri in servizio permanente, ma solo in caso di intervento e per il tempo dedicato allo stesso per un ammontare irrisorio: dei 12 euro all’ora lordi, restano solo 7,50 euro netti, che comunque il volontario in media ‘spende’ per raggiungere la sede di servizio e per il vitto necessario durante i turni di presidio in caserma”.

“Un reddito, certificato da uno specifico Cud”, chiosa la consigliera regionale, “che crea spesso cumulo fiscale. Quindi, invece di premiare, penalizza ulteriormente il volontario vigile del fuoco operante nei distaccamenti. Quest’ultimo profilo andrebbe valutato in un’ottica di collaborazione con il ministero e con il governo e potrebbe essere oggetto di una riforma o di una proposta di modifica di cui la nostra Regione potrebbe essere promotrice. Auspico quindi che sul tema della formazione si possa trovare un punto di incontro al fine di ottimizzare la disponibilità dei tanti volontari con le esigenze della loro vita lavorativa. Ho portato questi temi sul tavolo dell’assessore di Regione Lombardia Pietro Forni, per metterlo a conoscenza di queste criticità e per risolverle il più celermente possibile attraverso gli organi competenti”.

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