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Ristorazione, palestre, cinema e teatri: come le regioni vogliono riaprire

Bar e ristoranti potrebbero essere i primi a riaprire a maggio. E c'è chi propone aperture anche in zona rossa.

(red.) Nella giornata di ieri, giovedì 15 aprile, come era stato annunciato, si è svolto in videoconferenza il tavolo tra il Governo, le regioni e il Comitato tecnico scientifico nazionale per iniziare a discutere di riaperture nel momento in cui la pandemia in corso sta dando segnali di riduzione del contagio (anche se purtroppo con ancora troppi morti). Per questo motivo le stesse regioni hanno inoltrato all’Esecutivo una bozza (ma non ancora le date, si parla del 3 maggio o di metà del mese) con le loro linee guida su quali attività potrebbero riaprire e in quali modalità. E c’è anche chi propone che una serie di aperture possano essere permesse anche nelle zone rosse.

In ogni caso queste indicazioni saranno ora al vaglio del Comitato tecnico scientifico chiamato a valutarle. Senza dimenticare che oggi, venerdì 16 aprile, come di consueto, insieme al monitoraggio settimanale del contagio da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, ma anche la cabina di regia del Governo per eventualmente prendere decisioni sulle aperture da maggio e decidere sullo stato di emergenza che attualmente scade il 30 aprile. Ma cosa prevede la bozza delle regioni? A partire dalla ristorazione, consentire sia i pranzi sia le cene e in quelle attività che si prevedono posti a sedere non si consuma al banco dopo le 14.

Le regioni chiedono anche la possibilità che si torni al gioco delle carte o di altro tipo pur indossando la mascherina, igienizzando le mani e le superfici di gioco e il metro di distanza tra i giocatori. Per quanto riguarda i ristoranti, due metri di distanza nei locali al chiuso tra i tavoli e un metro di distanza tra quelli all’aperto e comunque indossando la mascherina quando non si è seduti a tavola. Quindi, bar e ristoranti, secondo le intenzioni delle regioni, con prenotazioni obbligatorie e menù digitali, potrebbero essere i primi a riaprire.

Ma gli stessi enti locali chiedono che anche le attività per lo sport e quella fisica possano ripartire. Spazio, cioé, alle palestre ma non allo sport da contatto fisico, regolamentare l’accesso agli attrezzi e mantenere la distanza tra quelli che svolgono attività fisica tra di loro e rispetto a quelli che in quel momento sono a riposo. Altre riaperture richieste sono quelle dei cinema e teatri con tamponi all’ingresso, test negativi nelle ultime 48 ore e a chi è vaccinato. Quindi, un metro di distanza tra i vari posti con mascherina o due metri dove la mascherina non è necessaria. Infine, le stesse regioni chiedono di rivedere i parametri che definiscono le zone “colorate”. Su questo fronte, spazio al numero minimo di tamponi da effettuare, dati più recenti per stabilire l’indice di contagio Rt e almeno il 70% di vaccinati, tra over 80 e fragili.

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