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Coronavirus a Brescia, altre 16 vittime e provincia ancora in piena zona rossa

La curva del contagio non si impenna più così tanto, ma restano ancora 478 casi ogni 100 mila abitanti.

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(red.) Ogni giorno che passa in questo periodo di marzo sul fronte della terza ondata della pandemia da Covid-19 in provincia di Brescia si nota purtroppo ormai che il dato delle nuove vittime è sempre in doppia cifra. Questo, a fronte del fatto che da qualche settimana si sta invece registrando un calo nella curva del contagio. Da una parte perché il bresciano ha visto in anticipo il boom di nuovi casi connessi alla variante inglese e dall’altra per le restrizioni – prima con l’arancione scuro dal 23 febbraio e da lunedì 15 marzo con la zona rossa – che hanno smesso di far impennare la curva.

In ogni caso, in poco più di due mesi di questo 2021 si sono registrati nella nostra provincia oltre 42 mila nuovi casi e facendo arrivare a oltre 84 mila i positivi. Guardando anche ai singoli paesi emerge come la variante inglese abbia decisamente colpito, visto che in poco più della metà dei singoli Comuni il trend dei nuovi casi è più che raddoppiato rispetto alle prime due ondate. E attualmente, riferendosi alla settimana dal 12 al 18 marzo, sono 478 casi ogni 100 mila abitanti quelli dell’incidenza nel bresciano.

Decisamente ancora alti se si considera che il passaggio almeno alla zona arancione dovrebbe avvenire solo andando al di sotto dei 250 casi ogni 100 mila abitanti. Una nota leggermente positiva riguarda il fatto che la pressione sugli ospedali bresciani, seppure alta, non sta aumentando in modo esponenziale. E ieri, giovedì 18 marzo, i ricoverati all’ospedale Civile erano 485 rispetto ai 498 del giorno precedente. Tuttavia, sempre ieri si sono registrate altre 16 vittime tra cui residenti a Salò, Sarezzo, Lumezzane, Gardone e Coccaglio e portando a 287 i morti per Covid dall’inizio di marzo.

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