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Kyenge diserta Brescia per motivi di sicurezza?

Se lo chiedono Damiano Galletti di Cgil e don Fabio Corazzina, tra gli organizzatori dell'evento a cui doveva partecipare il ministro.

(red.) La ministra per l’integrazione Cécile Kyenge non parteciperà all’iniziativa pubblica «Brescia incontra il mondo» promossa dalle comunità migranti, dalla Camera del lavoro e dalla Parrocchia santa Maria in Silva in programma sabato 28 settembre e ora annullata.
La motivazione ufficiale, che è pervenuta al parroco di Santa Maria in Silva don Fabio Corazzina e al segretario della Cgil Damiano Galletti solo la scorsa settimana, è legata a «impegni istituzionali» che non le consentirebbero di poter intervenire. Secondo don Corazzina e Galletti, in realtà, le motivazioni sono probabilmente anche di altro genere. Durante una visita a Monza da parte di una delegazione della Cgil bresciana, dove la ministra aveva un incontro,  i responsabili delle relazioni esterne della ministra hanno fatto riferimento a presunti «problemi di ordine pubblico» segnalati, senza specificare, da qualche organo di governo locale. «Se questo corrispondesse al vero», scrivono don Corazzina e Galletti, «sarebbe assai grave. Nei giorni scorsi abbiamo inviato una lettera alla ministra Kyenge per chiedere delucidazioni in merito (che non ci sono ancora arrivate) e per avere, soprattutto, la promessa di una sua nuova disponibilità per una giornata di incontri in città. Brescia, come abbiamo scritto nella lettera, è città laboriosa, capace in molti momenti di trovare strade nuove sia alle prospettive di lavoro che di partecipazione socio-politica, di educazione, di integrazione e di solidarietà concreta e lungimirante».
La notizia della presenza della ministra Kyenge in città aveva suscitato molto interesse. Nella lettera al ministro, è stato specificato che ad attenderla ci sarebbero stati dalle persone più semplici, alle rappresentanze istituzionali, dai gruppi alle famiglie, dal sindacato ai lavoratori, dagli immigrati ai giovani. Anche le due università avevno chiesto la possibilità di poterla incontrare anche per poco tempo per presentare lavori e ricerche sul tema immigrazione e coesione sociale.
«Questa situazione ci crea disagio. Davvero basta l’annuncio di un presidio da parte di un’organizzazione xenofoba e qualche sproloquio in internet per limitare l’agibilità politica di un ministro? Davvero qualcuno in città, rappresentante istituzionale, preferisce mostrarsi debole di fronte ai provocatori piuttosto che dare spazio e agibilità a una ministra che, suo malgrado, è vittima di attacchi verbali e violenti per il colore della sua pelle? E se ci sono davvero i problemi di ordine pubblico, sono questi dati dalla presenza del ministro o da chi, nelle curve e ora anche nelle piazze, urla che «non esistono neri italiani»? Abbiamo contatti con la ministra e siamo fiduciosi che si possa individuare una nuova data per la sua presenza in città in tempi brevi, ma vogliamo manifestare il nostro disagio, convinti che anche da una vicenda come questa la città, i cittadini e le cittadine che la abitano, debbano interrogarsi».

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