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Orzinuovi, sit in contro Brebemi

(red.) Si è svolto domenica nella concessionaria Bossoni di Orzinuovi (Brescia) il convegno intitolato “Brebemi e Corda Molle: nuova viabilità per un nuovo sviluppo della Bassa?”, promosso dalla Fiera di Orzinuovi, dalla Confartigianto e dal comune orceano con la presenza di relatori come Vigilio Bettinsoli, vicepresidente della Centro Padane, Duilio Allegrini, direttore generale Brebemi, Silvano Grittiti direttore tecnico, alla presenza di un folto pubblico.
Nocciolo del dibattito la discussione intorno all’area orceana, che comprende una decina di comuni (Orzinuovi, Villachiara, Quinzano, Borgo San Giacomo, Roccafranca, Orzivecchi, Pompiano, Corzano, Maclodio, Lograto) e all’avvento di Bre.Be.Mi.
La preoccupazione manifestata dagli amministratori è quella che una zona su cui gravitano circa 40mila persone possa restare “tagliata fuori” con la costruzione dell’importante infrastruttura in fase di realizzazione.
Questo perché, attualmente, da Orzinuovi e paesi circostanti, attraverso qualsiasi strada, in 50 minuti di percorrenza media, si giunge a Brescia in città con più tempo di un paese delle valli, mentre delle località della Bassa, con la futura autostrada Brescia-Bergamo-Milano, paradossalmente, si arriverà prima e più velocemente nel capoluogo lombardo che in quello di provincia.
L’invito sollevato durante il dibattito è che la tangenziale che si ferma ad Orzivecchi venga ampliata ed incrementata, per supplire al “gap” tuttora esistente a discapito di questa area del Bresciano.
Per il presidente della Centro Padane, Vigilio Bettinsoli, ha sottolineato come decisiva per la viabilità nell’area sarebbe quella di parificare il territorio orceano con Brebemi e Corda Molle.
Mentre si svolgeva l’assemblea, all’esterno della concessionaria, rappresentanti di Legambiente hanno manifestato contro Bre.Be.Mi.
Un sit in degli ambientalisti per ricordare, come ha sottolineato il responsabile trasporti di Legambiente della Lombardia Dario Balotta, presente all’iniziativa, che quella della Brebemi “è la peggiore scelta possibile per sviluppare (poco) l’economia del territorio”.
“L’eccessivo consumo di suolo e di aree agricole necessarie”, ha ricordato Balotta, “sono un grave danno all’equilibrio territoriale e all’ambiente. Quest’opera ricorda le logiche degli anni 60’, mentre nel nuovo secolo il problema principale è quello della sostenibilità economica ed ambientale. La Brebemi diventerà famosa per essere tra le autostrade in pianura più costose del mondo con quasi 40 milioni a km di costo e tra le meno utilizzate per le lunghe distanze”.
“Perché auto e Tir dovrebbero lasciare la A4 che ha pedaggi nettamente inferiori avendo già ammortizzato l’opera?”, si chiede l’esponente di Legambiente. “Inoltre con l’apertura dell’Alta Velocità ferroviaria tra Milano e Brescia e della quarta corsia dell’A4  la nuova domanda di traffico sarà soddisfatta agevolmente da queste arterie. Da risolver sarebbe la strozzatura dell’attraversamento di Milano (tangenziale nord) dove ogni giorno si fanno code enormi”.
“A queste condizioni”, conclude Balotta, “i maxi costi dell’autostrada, conclude l’esponente di Legambiente, verranno scaricati sulle spalle pubbliche di FS e del Ministero del Tesoro e sui pedaggi del traffico locale che si troverà il territorio stravolto e sarà condannato al pagamento del pedaggio per una mobilità, quella locale, che normalmente viene assicurata senza nuove spese per il territorio”.
Legambiente ha anche annunciato che, durante la settimana di “Puliamo il mondo” (19- 25 settembre), verrà organizzata un’assemblea sulla mobilità a Urago d’Oglio.

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