Quantcast

Trafilerie: il 2019 anno duro, ma la solidità migliora

(red.)  Per le trafilerie il 2019 è stato l’anno peggiore dell’ultimo triennio (2017-2019). È quanto emerge dall’analisi che siderweb ha effettuato su questo comparto della filiera siderurgica nazionale, basandosi sui numeri contenuti in Bilanci d’Acciaio 2020.
Lo studio di siderweb ha analizzato i bilanci di oltre 5mila imprese dell’acciaio, dalla produzione all’utilizzo, per fotografare la situazione economico finanziaria e patrimoniale della filiera. Oggi è stata presentata l’analisi incentrata sul comparto della trafilatura con l’evento digitale “Trafilerie: l’impatto della crisi da Covid-19 e le prospettive per il 2021”, organizzato da siderweb.

 

LA FILIERA DELLA TRAFILATURA. Sono stati presi in considerazione i bilanci di 64 trafilerie (24 specializzate in acciai comuni, 24 in acciai speciali, 9 in acciai inox e 7 multiprodotto).
Il fatturato è sceso del 12% rispetto al 2018. Tuttavia, il valore aggiunto è riuscito, in termini di rapporto con il giro d’affari, a replicare i risultati del 2018. Si è registrato un calo tendenziale sia dell’Ebitda che l’utile netto, tanto rispetto al 2018 quanto al 2017.
Sul versante della solidità, il triennio 2017-2019 è stato caratterizzato da un recupero delle posizioni e da un miglioramento del comparto nel suo complesso, con una dinamica meno positiva per gli acciai comuni.
In termini di redditività, i settori degli acciai comuni e delle trafilerie multiprodotto hanno avuto performance nettamente migliori rispetto agli acciai speciali e inox. I risultati di questi sotto-segmenti, insomma, si sono fatti più omogenei, rispetto a quanto si era rilevato nel 2017 e 2018.
Per il comparto delle trafilerie, ha dichiarato Stefano Ferrari, responsabile dell’Ufficio Studi siderweb, «il 2019 ha avuto un’evoluzione non entusiasmante. Il settore, nel suo complesso, è risultato in utile, ma su valori nettamente inferiori al recente passato. Ciò non rappresenta una notizia positiva, data la crisi alle porte. Tuttavia, il miglioramento della solidità rappresenta sicuramente un punto a favore».

 

IL CONFRONTO DI FILIERA NELL’ULTIMO TRIENNIO. L’Ufficio Studi siderweb ha effettuato anche un confronto di filiera tra le trafilerie (cioè i fornitori) e i mollifici e le viterie (i principali clienti), prendendo in considerazione sia i dati del 2019, che l’evoluzione del triennio 2017-2019.
«L’evoluzione del fatturato e della redditività di trafilerie e mollifici – ha illustrato Ferrari – ha avuto un andamento allineato: il giro d’affari è calato in modo contenuto (rispettivamente del -0,8% e del -2,5%). È diminuita in modo maggiore la redditività, sia industriale che in termini di reddito netto. Le viterie, invece, hanno fatto registrare un’evoluzione diversa: il fatturato è diminuito maggiormente (-16,6%), mentre utile ed Ebitda sono scesi in misura minore perché le viterie sono riuscite a ottenere una diminuzione costo lavoro nel triennio (-13,6%), quando per gli altri due comparti è aumentato».
Quanto all’indebitamento, trafilerie e mollifici si sono mossi all’unisono, vedendo calare sia quello complessivo che quello finanziario. Le viterie hanno ottenuto progressi inferiori, ma hanno valori assoluti molto positivi.

L’ANDAMENTO DEI PREZZI. Il generalizzato recupero dei prezzi delle materie prime accompagnato da una contrazione dell’offerta, e la ripresa della domanda industriale globale trainata in gran parte dalla Cina, hanno portato a un generale rialzo delle quotazioni dei prodotti siderurgici nelle ultime settimane.
Gli aumenti più sensibili sono quelli dei prodotti piani. «I prezzi internazionali dei coils, per esempio, hanno già superato i massimi 2019, proiettandosi verso i picchi del 2018» ha spiegato nel proprio intervento Achille Fornasini, Partner & Chief Analyst di siderweb, spinti dal rialzo dei prezzi del minerale di ferro, che sono «saliti a livelli che non si vedevano da sette anni» e che ora «dovrebbero progressivamente ridimensionarsi, ma comunque su livelli mediamente più alti di quelli dello scorso anno».
Meno significativi gli aumenti dei prezzi dei prodotti lunghi, «pur in presenza di un contestuale maggior incremento del rottame ferroso» ha specificato Fornasini. «Da fine agosto si osserva un incremento dei prezzi della vergella da trafila (+11%), che tornano a posizionarsi sui valori del secondo semestre dello scorso anno» ha concluso.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.