Bruno Lorandi tenta di nuovo la revisione processo

L'avvocato dell'ex marmista di Nuvolera condannato all'ergastolo parla di due prove tecniche importanti che potrebbero riscrivere l'esito giudiziario.

(red.) Il caso di Bruno Lorandi e della morte della moglie Clara Bugna potrebbe di nuovo finire in un’aula di tribunale. Si tratta della vicenda dell’ex marmista di Nuvolera che, secondo le sentenze, avrebbe ucciso la consorte strozzandola con la cintura dell’accappatoio nel giorno dei propri 60 anni e ultimo prima della pensione. Per quell’accusa l’uomo è stato condannato all’ergastolo in via definita il 10 febbraio del 2007 e attualmente è detenuto nel carcere di Verona.

Ma il legale di Lorandi, come dà notizia il Giornale di Brescia, è pronto a depositare una nuova richiesta di revisione del processo dopo quella che era stata rigettata. Quel giorno del dramma la donna venne trovata morta nell’appartamento di via Amerigo Vespucci a Nuvolera. Ma ora, sfruttando le nuove tecnologie, l’avvocato del condannato parla di due prove importanti che potrebbero riscrivere l’esito giudiziario.

Su tutte, il fatto che Lorandi non sarebbe stato in casa al momento dell’omicidio della moglie. E dall’altra un’analisi tecnica del contatore dell’energia elettrica. Secondo l’accusa, tuttavia, Bruno Lorandi avrebbe ucciso la donna perché lei avrebbe voluto riaprire il caso sulla morte del loro figlio e di cui il padre era stato colpevolizzato, ma poi assolto. In ogni caso, dovrà essere la Corte d’Appello di Venezia a valutare la richiesta di revisione.

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