(red.) Nella giornata di martedì 12 settembre il giudice del tribunale di Brescia Anna Di Martino ha deciso di assolvere due medici e un infermiere che erano accusati di lesioni dolose. In realtà il reato era stato poi derubricato in lesioni colpose e infine è arrivata l’assoluzione. I fatti risalgono al 2012 quando una donna marocchina era stata operata in un ambulatorio privato a Calcinato, nel bresciano, per un intervento di chirurgia plastica al seno.

Ma al termine di quell’operazione la paziente aveva riportato un’infezione, sottoponendosi a un altro intervento al Civile di Brescia. Quindi aveva deciso di denunciare il personale sanitario di Calcinato che l’aveva assistita. Nel marzo del 2014 la donna aveva presentato la querela, mandando alla sbarra i tre professionisti e costituendosi parte civile. Ma secondo il giudice, la denuncia era arrivata in ritardo rispetto all’ultima operazione di Brescia.

Per il direttore sanitario dell’ambulatorio di Calcinato Riccardo Amalfi, il medico Maurizio Toniolo e l’infermiere Giancarlo Rebessi il pm Mauro Leo Tenaglia aveva chiesto da 2 anni a 2 anni e tre mesi di reclusione con le accuse di violenza privata, falso ed esercizio abusivo della professione di anestesista. Ma sono stati tutti assolti. L’unico, Maurizio Toniolo, deve pagare una multa di 500 euro per falso su un certificato medico. I legali dei tre hanno anche chiesto, ma senza risultato, di rinviare gli atti per aprire un processo per calunnia.

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