(red.) Da sabato 15 aprile sono stati concessi gli arresti domiciliari al 20enne albanese che era finito in carcere pochi giorni prima per l’aggressione con un coltello ai danni di un quasi coetaneo all’esterno del Crystal Palace di Brescia. Era la notte del 2 ottobre quando fuori dal locale di Brescia Due si verificò una lite tra ragazzi, portando poi il 20enne a sferrare un fendente all’addome di Simone Heida. Il neo 18enne venne poi portato alla Poliambulanza di Brescia e salvato da un intervento chirurgico d’urgenza. Poi sono trascorsi diversi mesi nei quali la Squadra Mobile della questura di Brescia ha indagato sull’episodio.

E c’è un momento particolare che poi si è rivelato decisivo. Cioé la morte del colombiano Yaisy Bonilla fuori dal “Disco Volante” di via Corsica, anche in quel caso dopo un accoltellamento. Le indagini rapide avevano portato all’arresto di Anthony Aiello, residente e frequentante la zona di Gussago. Quando gli inquirenti del caso “Palace” hanno velocizzato l’inchiesta, hanno scoperto che anche il 20enne albanese frequentava il paese franciacortino.

Non solo i locali, ma anche le amicizie di Aiello. Così si era arrivati all’arresto per tentato omicidio di chi quella sera di ottobre aveva colpito con un fendente. Con lui è finito in manette anche un amico che aveva rivelato il falso a proposito di quella serata verso il 20enne, tanto da consigliargli di tornare in Albania fino a quando la situazione non si sarebbe calmata. Sabato 15 aprile l’autore della coltellata è stato interrogato. Poi, complice la collaborazione, è stato scarcerato e portato ai domiciliari.

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