Il 12 agosto il consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità una manovra finanziaria in ben 90 minuti. Manovra aspramente contrastata dalle opposizioni perché ritenuta iniqua, inefficace e depressiva. Il giorno successivo ministri e rappresentanti della maggioranza hanno iniziato a criticare la manovra e gli interventi da loro stessi decisi, fino ad arrivare a rinnegarla e a stravolgerla in prossimità dei lavori parlamentari. Non solo.
L’opposizione alla manovra ha visto in primo piano i rappresentanti degli enti locali (Regioni, Province e Comuni) e i più critici sono stati quelli appartenenti al centrodestra. Una volta riscritta la manovra e ritrovata l’unanimità (lunedì 29 agosto 2011) i rappresentanti del centrodestra (ministri e leader di partito) hanno di nuovo rinnegato se stessi cancellando in particolare gli interventi sulle pensioni, che prevedevano l’esclusione del riscatto degli anni di università e del servizio militare ai fini dell’uscita dal lavoro con 40 anni di contributi. Che cosa dire e pensare?
Mentre milioni di famiglie italiane fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese in nostri governanti pare abbiano preso il loro ruolo come un grande gioco e non come una grossa responsabilità. Non ci resta che regalare ai Ministri e ai leader del centro destra un bel naso rosso di plastica e invitarli a chiedere lavoro come clown presso qualche piccolo Circo che batte le piazze dei piccoli paesi (senza offesa per i piccoli circhi!).

Maurizio Billante, consigliere provinciale del Pd di Brescia

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