Escape room Cronos, sfida a squadre al 21 Grammi

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    (red.) Divertimento, inclusione, beneficenza e buon cibo: sono questi gli ingredienti principali della sfida a squadre organizzata dalla escape room Cronos  di Brescia, sabato 8 febbraio. L’appuntamento è dalle 18.30  fino alle 23.30, in via Italia 10, dove 9 squadre si sfideranno nelle tre stanze di fuga a tema- Area 51, Fuga da Atlantide e Inferno di Dante- a risolvere enigmi e indovinelli  per riuscire a uscire nel minor tempo possibile.  Prima della sfida i partecipanti si ritroveranno per conoscersi, degustando un aperitivo con i ‘manicaretti’ preparati dalla caffetteria ristorante 21grammi®, locale nel quale lavorano ragazzi con sindrome di Down che, affiancati da professionisti, stanno realizzando un percorso di formazione volto all’inserimento lavorativo anche in altre realtà.

    Ed è proprio il coinvolgimento di 21 grammi a rendere ancora più speciale questa sfida in escape room: infatti  in ogni team partecipante ci sarà un ragazzo con sindrome di Down che sta prendendo parte al progetto di formazione o che è seguito dal Centro Bresciano Down  ( di cui 21 grammi fa parte). L’intero incasso delle sessioni di gioco in cui sono coinvolti i ragazzi Down sarà devoluto alla “Big Bang” Cooperativa Sociale Onlus che ha realizzato 21 grammi e opera per favorire l’inclusione sociale, attraverso il lavoro, di persone con sindrome di Down.

    Logica, intuito, gestione delle emozioni e spirito di squadra sono le abilità in gioco per poter uscire nel minor tempo possibile dalle tre stanze di fuga di Cronos Escape Room, e sono alcune delle abilità utili anche a chi lavora nel mondo della ristorazione, proprio come i ragazzi del 21 grammi.  «Conosco da tempo 21 grammi, anche perché siamo vicini, ed è una realtà che apprezzo molto e con la quale ho già collaborato – spiega Andrea Caramatti, titolare di Cronos Escape Room Brescia -. Ho pensato a questo evento per supportare la loro attività, e perché le stanze di fuga creano parecchia coesione (uno dei motivi per cui sempre più aziende vi organizzano attività di team building, ndr), da qui l’idea di formare squadre miste con i clienti della escape room e i ragazzi Down».

    Un altro aspetto importante di questo evento è la questione del bello e dell’innovativo, come spiega Alessio Belleri, psicologo ed educatore che segue i ragazzi del Centro Down: «Come operatori siamo sempre molto attenti a realizzare desideri e richieste delle persone che seguiamo, e far fare loro attività comuni ai loro coetanei, come nel caso dell’escape room, stimola molto l’interazione. Avere poche esperienze non li facilita nel rapporto con gli altri. Il gruppo che partecipa a questo gioco nella stanza di fuga è formato da ragazzi molto autodeterminati sui propri desideri e molto desiderosi di conoscere».

    L’inclusione dunque può passare anche attraverso il divertimento, o per meglio dire, visto che si parla di escape room, attraverso l’ “evasione”… «Il gioco è anche inclusione, e il fatto che l’escape room vada a sollecitare lo spirito e di squadra e l’aspetto cognitivo è un grande stimolo per i nostri ragazzi» continua Alessio Belleri. «Inoltre, il fatto di giocare con persone normali è un ulteriore stimolo alla conoscenza e a superare il pregiudizio.  La nostra attività si occupa anche di “sensibilizzare’” il mondo esterno a rapportarsi e ad avvicinarsi alle persone affette da questa sindrome: ogni persona Down rappresenta un mondo a sé, per cui generalizzare, anche in questo caso, è quantomai sbagliato».

    Ed è sull’importanza del divertimento che Caramatti, in una visione che richiama in un certo senso l’otium di epoca classica, insiste: «In futuro ho in progetto di sviluppare sempre più il tema del gioco, creando, oltre alla escape room, un vero e proprio ‘polo’ del divertimento. Il gioco è un aspetto sano della vita, e non una perdita di tempo come molti credono, ed è giusto che ognuno vi si possa dedicare».

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