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“Augusto Turati, il Fascista”, per Storie Bresciane

Divenne segretario generale del Partito nazionale fascista e che contribuì al decollo del movimento littorio bresciano.

(red.) Il ciclo d’incontri Storie Bresciane promosso da Centro Teatrale Bresciano e Centro Studi RSI, con il coordinamento scientifico di Roberto Chiarini, giunge al suo terzo appuntamento. Dopo il successo dei primi due incontri – dedicati rispettivamente a Paolo VI e Gabriele D’Annunzio raccontati dai professori Andrea Riccardi e Giordano Bruno Guerri, accanto agli attori Franca Nuti, Graziano Piazza e Monica Ceccardi – è la figura Augusto Turati a essere al centro della lezione che il massimo storico italiano del fascismo riconosciuto a livello internazionale Emilio Gentile proporrà al pubblico.

Sabato 30 novembre alle ore 10.30 al Teatro Sociale di Brescia (via F. Cavallotti, 20), il professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza approfondirà la figura di colui che divenne segretario generale del Partito nazionale fascista e che contribuì in modo determinante al decollo del movimento littorio bresciano, con la lezione dal titolo “Augusto Turati, il Fascista”. Nell’ottica multidisciplinare del progetto – che vuole sperimentare un modo avvincente di raccontare la storia di Brescia e dei suoi protagonisti, per approfondire alcuni fondamentali eventi della storia cittadina del XIX e XX secolo trovando cause, consonanze e conseguenze in Italia e in Europa – sul palcoscenico, accanto a Emilio Gentile, ci sarà l’attore Fausto Cabra. L’incontro accosta la riflessione e analisi storica alla lettura scenica di alcuni testi e documenti dell’epoca.

Il fascismo non mise subito radici nella città di Brescia. Alla fine del 1919 Alessandro Melchiori, promotore del fascio bresciano, scriveva a Umberto Pasella, segretario generale dei Fasci di combattimento: «I Fasci si trovano in uno stato di disanimazione». E di nuovo, nell’agosto del 1920, alcuni fascisti bresciani scrivevano a Pasella: «Noi ci troviamo nell’assoluta impossibilità di poter continuare a far esistere un fascio a Brescia, che fino ad oggi non è esistito che di nome». A far decollare il movimento nel Bresciano fu il trentenne Augusto Turati, un giornalista democratico, interventista e combattente, che in quello stesso anno aveva aderito al fascio. Sei anni dopo, con Mussolini al potere, Turati, nominato segretario generale del Partito nazionale fascista, fu uno dei principali realizzatori dell’esperimento totalitario, dall’abolizione dei partiti antifascisti al consolidamento del partito fascista come asse del regime e laboratorio della rivoluzione antropologica per la creazione dell’ “italiano nuovo”.

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