Il nuovo romanzo fantahorror di Simona Cremonini

(red.) Domenica 11 dicembre la Libreria Bacco Cantina Marsadri di Puegnago del Garda dalle 14 ospita un pomeriggio con l’autrice Simona Cremonini, che presenterà il suo romanzo di genere fantahorror, “Il Sigillo di Sarca”, ispirato dalle leggende del lago di Garda.

Il romanzo, edito quest’anno, inaugura la “Saga delle Streghe Quinti”, una nuova serie di libri dedicata a una famiglia di streghe che, nei secoli, stringe i propri destini e le proprie vicende attorno a situazioni, personaggi, storie antiche del lago.
Le streghe Quinti, come esordisce il libro “Il Sigillo di Sarca”, nascono da un patto tra la Dea Minerva e Quinzia, sirmionese che amò Catullo (e che è citata in alcuni suoi carmi) senza essere ricambiata, che per tenere il Poeta delle Grotte legato a sé concepì la figlia Acilia grazie all’aiuto della Dea di casa a Manerba”.

Duemila anni più tardi, a Manerba del Garda nel 1991 la dodicenne Brunella Quinti organizza una seduta spiritica per essere accettata dalle amichette conosciute in vacanza: grazie ai poteri derivanti dalla sua antenata, anziché lo spirito da loro scelto, quello della regina medievale Adelaide protagonista di molte leggende gardesane, Brunella richiamerà però le divinità che diedero origine al lago, dando il via inconsapevolmente a una serie di fatti tragici che culmineranno tredici anni più tardi nel 2004 quando, divenute adulte, le ragazzine di un tempo dovranno ritrovarsi sempre a Manerba a causa della rottura del “Sigillo di Sarca”, l’incantesimo fatto anni prima”.

“Impegnata da anni nel recupero e nella riscrittura delle antiche leggende del lago, l’autrice prosegue con questo romanzo e la sua saga il proprio lavoro di saggista e narratrice del “fantasy” gardesano tingendolo di nero e di giallo: “Il Sigillo di Sarca” si ispira alle situazioni narrative dell’horror classico sposandole con le caratteristiche e le leggende antiche che ancora riecheggiano sul territorio. La copertina riprende il motivo dello “Sposalizio del lago”, il bassorilievo presente a Punta San Vigilio a Garda, che diventa una delle leggende al centro del romanzo”.

 

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