Padernello, “Esercitazioni sulla follia” al Castello

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(red.) Insieme alla Fondazione NYMPHE e alla casa editrice Moretti&Vitali la Fondazione Castello di Padernello (Brescia) un evento per presentare l’ultimo libro curato da Graziano Valent nella Collana “Quaderni di Orzinuovi”, intitolato “Esercitazioni sulla follia- L’approccio dialettico-relazionale in psichiatria” (Moretti&Vitali Editori-Autori: Italo Valent, Sergio Piro, Andrea Tagliapietra, Carlo Bologna, Raffaele Galluccio, Maria Rosa Tinti, Graziano Valent).
A partire dalla presentazione del libro, che si avvale della lettura di brani scelti, si propone un incontro aperto alla cittadinanza e ad operatori dell’ambito psichiatrico e socio-assistenziale sul tema della difesa della salute mentale e della relazione con chi esprime forme di vita differenti, all’insegna della possibilità. Ci muove innanzitutto il desiderio di offrire un momento di riflessione e di scambio che contribuisca a mantenere viva la partecipazione delle persone a una cultura di ampio respiro e quindi sia occasione anche politica per contrastare l’impoverimento sociale, culturale, morale del nostro tempo.
Gli scritti che compongono questo volume, concepito come una sorta di manuale provvisorio sull’approccio dialettico-relazionale in psichiatria, sono il frutto di un esercizio di ricerca volto a tenere vivo il rapporto fra teoria e prassi, coniugando un’azione “politica” di difesa della salute mentale, e quindi ancorata all’insegnamento basagliano, con le strategie dialettiche della riflessione filosofica di Italo Valent, seguite con pervicacia a Orzinuovi nel lavoro territoriale degli ultimi vent’anni. Inoltre, accanto ai testi degli autori, trova posto nel libro, non per concessione ma per diritto, il linguaggio dei folli: si tratta di due dialoghi in cui risuona la forza della parola che rivela il valore antropologico della follia e, dunque, la speciale affinità che lega la follia alla razionalità dialettica.
Sarà possibile ritrovare un filo rosso goethiano che segnali una certa appartenenza tra l’azione rivoluzionaria di Franco Basaglia e il pensiero dialettico di Italo Valent? Forse un primo indizio della affinità elettiva che lega l’etica del filosofo all’utopia basagliana si può riconoscere in queste sue parole: «Piena realizzazione di un’etica della follia sarebbe il passaggio dalla liberazione dalla follia alla liberazione della follia: cioè il passaggio dalla cura alla condivisione, dalla restrizione e separazione della follia al suo pieno diritto di cittadinanza».
Per la consapevolezza della cospicua sfumatura didattica che caratterizza questi scritti e per il gusto di segnare tracce nel fitto del bosco piuttosto che di tagliarlo con una strada, il libro si presenta con il titolo di Esercitazioni sulla follia. L’approccio dialettico-relazionale in psichiatria. Tuttavia vi si delineano temi e modi omogenei della ricerca valentiana sulla ontologia del remoto, dell’avverso-diverso, dell’improbabile, dell’anonimo, del folle: di tutto ciò che si ritiene minore nella sua capacità di realtà.
L’appuntamento è al Castello di Padernello (Brescia), sabato 28 settembre alle 16.

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