A Carpenedolo l’associazione culturale intitolata a Simone Butti

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(red.) Per celebrare il centenario della nascita dell’artista bresciano Simone Butti si è costituita a Carpenedolo (Brescia), suo paese natale, una associazione a lui intitolata.
Scomparso nel 2002, il pittore era figlio di Giacinto Butti, apprezzato decoratore di chiese in tutto il nord Italia, appartenente al gruppo dei Maestri Comacini e proveniente da Claino con Osteno, un paesino della Val d’Intelvi. La sua prima formazione artistica avviene al seguito del padre e prosegue poi con la frequentazione delle Scuole Deretti e Moretto,  affrescando con pittori del calibro di Giuseppe Vittorio Trainini, Eliodoro Coccoli, Eligio Agricoli e Tita Mozzoni.
Simone Butti prosegue gli studi al “Beato Angelico” di Milano e al “Toschi” di Parma; in seguito lavora come grafico pubblicitario, collaboratore di primo piano di Gino Boccasile e Marcello Dudovich. Non si contano le sue affermazioni, a partire dagli anni Quaranta, a concorsi artistici e a mostre collettive e personali. Dagli anni Cinquanta si dedica all’insegnamento in diversi istituti della nostra provincia. Nel 1952 si sposa con Maria Luigia Desenzani, conosciuta durante l’affrescatura della Parrocchiale di Esenta, dalla quale avrà quattro figli.
Alla metà degli anni Sessanta la docenza lo riporta nel paese natio; qui dipingerà fino alla scomparsa, avvenuta il 1° febbraio 2002.
Il suo itinerario artistico prende le mosse dalla rappresentazione naturalistica e figurativa della realtà (dipingendo paesaggi, ritratti e nature morte), sviluppandosi poi nella ricerca della resa grafica dell’essenza strutturale dei soggetti, prima attraverso un periodo geometrico ancora di facile fruizione, per giungere alfine a una originale forma di astrattismo. Nell’ultima fase della propria produzione realizza opere assai ricche nella loro essenzialità, in cui le immagini sono sintesi di forme e contenuti e mirano a rendere la molteplicità del reale nel rigore del tratto e all’analisi, frutto di un arguto ragionamento sulle forme scomposte e ricomposte nello studio del colore.
Tratto caratterizzante l’intera sua opera è la pennellata decisa, frutto di precisi e approfonditi studi compositivi, che disegna, colora, definisce offrendo suggestioni profonde.
“Con questa iniziativa”, spiegano i promotori in una nota, “intendiamo divulgare la conoscenza dell’opera di un pittore che con il suo percorso è singolare testimonianza di un radicato collegamento dell’arte bresciana con la cultura nazionale e internazionale che va dagli anni Venti del Novecento all’inizio del secolo attuale”.
I propositi dei fondatori trovano salda radice nel lavoro dello storico dell’arte Paolo Bolpagni, che ha analizzato il percorso di Butti contestualizzando le diverse fasi del suo percorso artistico. Obiettivo a medio termine dell’Associazione Simone Butti è l’organizzazione a Brescia di una mostra antologica che si terrà nella prestigiosa sede di Palazzo Martinengo dal 13 ottobre all’11 novembre. Chiunque desiderasse acquisire ulteriori informazioni  può visitare il sito associazionesimonebuttiwordpress.com.

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