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Anno accademico, rettore Statale vuole Agraria

Maurizio Tira lunedì ha inaugurato la stagione. "Brescia come centro della Lombardia orientale". E punta ad ampliare l'offerta formativa con l'agricoltura.

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(red.) L’università bresciana aspira a diventare punto di riferimento per l’intero territorio della Lombardia orientale. Lo ha detto lunedì 28 novembre il nuovo rettore della Statale di Brescia Maurizio Tira, che alla facoltà di Medicina ha inaugurato l’anno accademico. La principale novità su cui l’ateneo sta puntando è quella di allargare l’offerta formativa a un’altra macro-area, la quinta. Si tratta di Agraria, che potrebbe trovare la sede e gli uffici, come si ipotizza da più parti, al castello.

Secondo il rettore, ampliare le aree di studio consentirebbe di attirare più studenti anche dalle province vicine e di aumentare il numero di laureati. Livello in cui l’Italia è tra le maglie nere, con il 17% di laureati quando la media europea è del 21%. A questo si aggiunge anche la volontà di collaborare con gli altri atenei, dalla Cattolica di Brescia all’università di Bergamo, Pavia, Milano Bicocca e fino al sistema accademico veneto. L’idea potrebbe porre Brescia al centro, con una vasta rete intorno. Tenendo anche conto delle possibilità che arrivano dal punto di vista delle infrastrutture.

Una su tutte, l’alta velocità da Milano, a Treviglio, fino a Brescia e Verona che si collega al nord-est. Una soluzione che può rendere gli studenti ancora più vicini alle sedi accademiche. In ogni caso la novità centrale sarà quello di aprire la facoltà di Agraria tra tecniche agronomiche, alimentazione, cibo, cambiamenti climatici e nuove tecnologie nell’agricoltura. Di certo, se dovesse essere lanciata, se ne parlerà dal 2018. Intanto, il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, che ha partecipato alla cerimonia, ha dato la disponibilità del comune per prendere in considerazione il castello come sede del possibile nuovo corso di studio.

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