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“Le abbiamo anche noi”: le incisioni rupestri di Pezzaze

Sembra proprio che i fammosissimi "Pitoti" non siano esclusiva della Valcamonica. La storia di Massimo Piotti.

(red.) Ormai è dimostrato: le incisioni rupestri ci sono anche in alta Valtrompia, e non solo in Valcamonica. E’ stato, infatti, trovato uno dei famosissimi “pitoti” anche a Pezzaze, come raccontano l’associazione ScopriValtrompia e il museo archeologico Orma. Ecco la storia raccontata direttamente dai protagonisti.

 

Domenica 8 aprile 2018, è passata Pasqua da una settimana e il nostro eroe, perché così è per noi, Massimo Piotti, si reca verso Monte Campione con i suoi inseparabili setter inglesi per una bella camminata in montagna, cercando una coppia di coturnici.
Massimo, classe 1990, è un giovane cacciatore di Pezzaze che ama la montagna e il suo paese e si diletta a percorrere sentieri e percorsi montani, talvolta inesplorati, con occhio sempre molto attento a tutto quello che gli sta attorno.
Ma torniamo alla nostra magnifica storia! Massimo quella mattina decide di fare un percorso alternativo, decide di recarsi fino in cima al dosso e, guardandosi attorno, ma non mancando di guardare dove mette i piedi, vede una pietra strana a 1839 mt. Un masso apparentemente normale, ma scorge sopra qualcosa che attira la sua attenzione. Si avvicina, vede che sul dorso presenta le tipiche strisce bianche e rosse del CAI, ma sulla parte che guarda il paese di Pezzaze c’è qualcosa di strano, che non ha mai trovato in altri posti. Lo scruta ancora più a fondo, non può essere vero, qualcuno deve aver inciso quei segni, come è mai possibile che i pitoti della Valle Camonica, così famosi, si trovino in territorio pezzazese? Certo, aveva già trovato incisioni nel Comune di Pezzaze durante le sue camminate, ma quelle erano risalenti al periodo medievale.
Non sta più nella pelle ma sempre mantenendo la calma che lo contraddistingue, si reca in paese e, non sapendo ancora dell’esistenza del Museo Orma di Pezzaze, che verrà inaugurato il 21 luglio 2018, si rivolge a colui che da piccolo l’aveva colpito. Infatti in seconda o terza elementare aveva visitato il parco preistorico Archeopark di Boario con la scuola e l’archeologo Ausilio Priuli, sua guida per la giornata, aveva fatto una domanda a cui solo Massimo aveva risposto e per questo aveva ricevuto in dono un dente fossilizzato di coccodrillo. 
Si informa, chiede e alla fine riesce ad entrare in contatto con l’archeologo camuno, membro dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. Questi, incuriosito, si reca sul posto e “rimane senza parole per almeno un quarto d’ora” ci dice Massimo sorridendo!

L’archeologo descrive l’opera come una bellissima figura antropomorfa schematica, che si vede abbastanza distintamente: braccia alzate, una grande testa fra le braccia, un corpo lineare, le gambe e il sesso: è una figura maschile, ma, l’analisi attenta durante le azioni di rilevamento della figura, mi ha permesso di cogliere come qui, accanto al corpo, ci siano due oppressioni circolari, due pseudo coppelle, due piccoli incavi e non è escluso che possano essere la rappresentazione del seno di una figura apparentemente maschile ma che potrebbe essere anche contemporaneamente una figura femminile: è contemporaneamente l’uomo che prega e la Madre Terra. Molto probabilmente è stata realizzata in un periodo che va dal Neolitico, Neolitico finale (più o meno 4000 a.C.) ad arrivare fino al 1800-1500 a.C. (età del Bronzo).
A ottobre, questa notizia è nuovamente apparsa su giornali e televisione locale e anche l’archeologa conservatrice del Museo Orma, Alessandra Massari e il vicepresidente dell’Associazione ScopriValtrompia, Fiordeo Sedaboni (chiamato Ados in paese) vengono informati. Ed ecco che entriamo in campo noi. Subito il Presidente dell’Associazione ScopriValtrompia contatta le GEV Valle Trompia prima per sapere in che Comune si trova il reperto e poi per recarsi sul posto prima che un probabile lock-down blocchi l’uscita. E così, il 2 novembre 2020, una delegazione formata dal coordinatore delle GEV Giampietro Corti, dalla GEV Giampietro Belleri, dal Presidente dell’Associazione ScopriValtrompia Moira Jennifer Bontacchio e dall’immancabile Massimo Piotti si reca sul posto.
Vengono nuovamente prese le coordinate per verificare dove effettivamente si trova il masso e per la terza volta si certifica che è sul Comune di Pezzaze! Seguono così foto e video che immortalano la giornata e che rimarranno sicuramente nella nostra storia!
La scoperta è davvero eccezionale: Massimo è stato lungimirante, attento e tanto perspicace da fare quanto nessuno prima d’ora aveva fatto e a lui va il nostro plauso e un sentito grazie!!!

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