Truffa nella vendita di auto tra Castiglione (Mn) e Montichiari

L'altro giorno la sede di Andromeda, nel mantovano, era vuota. Decine di clienti rimasti senza auto né soldi.

(red.) Dopo essersi visto dare gli acconti, pretendeva dai clienti che gli venisse pagato anche il saldo nel minor tempo possibile per presunte pratiche che avrebbe dovuto sistemare nell’immediato. E c’è chi si è trovato di fronte una vettura già nel mirino di un cliente che si era sentito “pressare” dal venditore nell’acquisto. Scene sospette legate all’autosalone Andromeda Automobili di via Mazzini a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova e sede legale a Montichiari, nel bresciano. Peccato che di quella sede e delle numerose vetture che sarebbero dovute andare ai clienti non è rimasto più nulla.

E’ l’ennesima truffa nella vendita di auto che è stata registrata nei giorni precedenti a sabato 15 febbraio e portando a diverse denunce da tutto il nord Italia, soprattutto da Montichiari. Il meccanismo era spesso lo stesso, con gli acquirenti o interessati che dal noto portale online Autoscout24 (ovviamente all’oscuro della vicenda) ammiravano in un annuncio le vetture che sarebbero state presenti nel salone mantovano. In seguito gli stessi clienti avrebbero raggiunto la rivendita scegliendo il veicolo e provandolo sul posto, per poi sbrigare le pratiche dei costi con i venditori al servizio del 30enne rumeno titolare dell’autosalone.

Il problema è che tra mercoledì 12 e giovedì 13 febbraio i diversi clienti che si erano recati al salone per ritirare l’auto acquistata (e spendendo in anticipo acconti e saldo) si sono trovati di fronte alla sede svuotata. Mentre il titolare e gli altri venditori risultano irreperibili. Di conseguenza i numerosi clienti si sono ritrovati senza auto e anche fino a 25 mila euro in meno per ogni auto tra quelle che erano state comprate.

Di fronte a questo scenario, si sono moltiplicate le denunce alla Polizia stradale di Montichiari che ha riferito tutto alla procura di Brescia aprendo un’inchiesta. Si è anche scoperto che il denaro per l’acquisto dei veicoli era finito su un conto corrente aperto alla filiale della Banca Popolare di Sondrio di Castiglione delle Stiviere.

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