Brescia, vescovo scrive ai parroci contro truffe ad anziani

Missiva del capo della Diocesi per chiedere ai sacerdoti di collaborare con le forze dell'ordine in queste pratiche.

(red.) I sacerdoti operativi nelle parrocchie della provincia di Brescia possono diventare dei don Matteo non tanto nell’azione come accade nella famosa serie tv interpretata da Terence Hill, ma per collaborare con le forze dell’ordine nella diffusione di pratiche contro le truffe. Nell’ambito di un accordo, gli agenti di Polizia di Stato possono salire sull’altare nelle chiese e dare consigli agli anziani, le vittime più fragili dei raggiri e anche quelli che più frequentano le celebrazioni religiose. Ma anche i sacerdoti vengono invitati a essere sensibili sul tema. A farlo è direttamente il vescovo Pierantonio Tremolada che ha inviato una lettera dedicata.

“Cari parroci, di recente sono stato interpellato dal comando dei Carabinieri della provincia di Brescia e ben volentieri, a nome della Diocesi, ho espresso la mia disponibilità a collaborare con loro in vista di una diffusa azione di prevenzione contro le truffe che colpiscono tante persone anziane e indifese. Chiedo pertanto anche a voi – si legge – di collaborare con disponibilità a questa iniziativa, anche a vantaggio di tante persone anziane che frequentano le nostre parrocchie. Ovviamente il tutto andrà fatto nell’ambito delle differenti competenze di azione, rispettando il decoro del culto e le normative liturgiche.

Pertanto qualora voi parroci veniate a tal fine interpellati da rappresentanti locali del comando dei Carabinieri, vi chiedo di essere disponibili a dare pubblici avvisi alla fine delle celebrazioni eucaristiche, mettendo eventualmente a disposizione dei fedeli apposito materiale informativo all’ingresso delle chiese. Eventuali interventi o incontri pubblici con rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri – conclude il vescovo – andranno organizzati e ospitati in altri ambienti alternativi alla chiesa parrocchiale, possibilmente attigui alla Chiesa stessa, di preferenza al termine delle funzioni, per agevolare la partecipazione dei fedeli”.

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