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Green pass, 5mila camionisti bresciani a rischio stop

Su un totale di 25mila addetti, il 20% non è in possesso della certificazione verde necessaria per lavorare a partire dal 15 ottobre. Ipotesi di un hub dedicato a Castenedolo.

(red.) Il rischio di uno stop alle attività con l’entrata in vigore, da giovedì 15 ottobre, del Green pass, coinvolge anche il trasporto su gomma.
“Quando avevamo oltre 900 morti al giorno e un tasso di positività del 4,6% trovammo una soluzione per non bloccare i trasporti: se ha funzionato allora, perché oggi i trasportatori dovrebbero essere portatori del virus ed essere obbligati ad usare il Green pass?”, chiede Paolo Uggè, presidente di Conftrasporto-Confcommercio, a Rainews 24.

“Il 30% dei conducenti di mezzi pesanti viene da paesi europei dove non c’è il Green pass. Non si può fissare una data, magari il 31 dicembre, entro cui il vaccino va fatto obbligatoriamente?”.

Il rischio è creare “danni all’economia. Noi chiediamo di applicare il protocollo sottoscritto tra ministero, associazioni di categoria e rappresentanti dei lavoratori. Lo chiediamo per coloro che non hanno fatto ancora il vaccino. Invitiamo tutti i trasportatori a fare il vaccino, ma se il protocollo ha funzionato quando la pandemia era molto forte, perché non dovrebbe funzionare oggi?”

Il rischio che, se si ferma l’autotrasporto si fermi il paese non è peregrino. Anche nel bresciano, per fronteggiare gli eventuali problemi legati ad un blocco, anche solo parziale della logistica, si sta pensando a soluzioni alternative, come, ad esempio, la realizzazione di un hub vaccinale ad hoc per i camionisti a Castenedolo, all’autoparco Brescia est. 

Secondo le stime, sono 5mila circa, su 25mila, gli autisti nel bresciano, che sono ancora sprovvisti del certificato verde, i quali, dunque, secondo le direttive del Governo, non potranno accedere ai posti lavoro per la movimentazione delle merci, nè di lavorare sui camion.

Per ovviare a questa criticità potrebbe essere un “booster” quello di proporre agli autisti di effettuare la vaccinazione mentre si trovano “in viaggio”. resta da capire quanti, però, accoglieranno questa opportunità.

 

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