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Europa Verde: “Trasporto pubblico, serve piattaforma delle scuole”

(red.) “Già i trasporti pubblici non soddisfacevano le necessità di mobilità dei cittadini e degli studenti prima del Covid”, scrive Europa Verde Brescia in un comunicato, “adesso la pandemia ha messo ulteriormente in mostra il grave stato di inefficienza e gli alti costi di gestione delle aziende di trasporto e quelle bresciane con maggiori sofferenze. Va aggiunto anche che macchinosa la decisione del governo di delegare ai prefetti la gestione del rientro in classe degli studenti il 7 di gennaio non è il modo migliore per risolvere il problema esploso con l’apertura delle scuole”.

“Eppure la soluzione è abbastanza semplice”, si legge nella nota del gruppo ambientalista. “Creare una piattaforma informatica nella quale ogni istituto carica i dati degli alunni suddivisi per residenza. Così si potrà avere il numero di studenti che da una località devono raggiungere la scuola, oltre che le ore preposte delle lezioni. Così che dalla consultazione della piattaforma si possono pianificare la domanda di trasporto dagli studenti. Parallelamente le province, i comuni o le Agenzie della Mobilità noleggiano gli autobus turistici necessari per eventuali potenziamenti dove i trasporti pubblici di linea (Tpl) o scolastici non assicurano il necessario distanziamento. Si supererebbe così l’assurda normativa monopolistica in vigore che nemmeno in una emergenza estrema come quella attuali permette la presenza di più operatori. Gli attuali operatori vorrebbero concedere se proprio sono costretti i subappalti solo se affidati da loro stessi, di cui possono controllare le condizioni economiche al fine di non far emergere che molti servizi potrebbero essere affidati a prezzi più bassi e a qualità maggiore di quelli da loro proposti”.

Sorprende dunque che con gli esempi di riorganizzazione degli orari scolastici (due orari di ingresso e didattica a distanza) quindi con una domanda di trasporto ridotta il sistema urbano ed extraurbano Comune, Provincia, Agenzia della Mobilità continuino a battere su un solo chiodo quello dell’aumento dei fondi pubblici. Non si vedeno nelle altre città e provincie richieste così spasmodiche di contributi pubblici. E’ venuto il momento di chiedersi il motivo. Se gli introiti da tariffa del Metrobus non coprono neanche il 10% dei costi di esercizio mentre nelle altre metropolitane si coprono anche il 100% dei costi bisogna che il problema venga risolto catturando più utenza e non tagliando, come fatto negli anni passati i bus extraurbani per spostare le risorse al metrobus.

“Si potrebbe da subito chiudere ai non residenti il parcheggio di Piazza Vittoria” conclude il documento, “e la frequentazione del Metrobus raddoppierebbe in un anno. Il Prefetto non può ridurre gli alti costi di gestione delle aziende e riorganizzarle e gli enti locali (Comune e Provincia) non possono proporre lo stesso teatrino che ci porterà al 7 gennaio ancora con servizi inadeguati”.

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