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Mobilità, piano Brescia vuole allargarsi

La Loggia sta costruendo il Pums da adottare entro il 2016. Cambia la logica: tram verso l'ovest, ferrovia verso sud e bacino da 800 mila abitanti.

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(red.) Brescia intende rivoluzionare la mobilità, puntando l’attenzione sul trasporto pubblico. E’ quanto emerso venerdì 27 maggio in commissione a palazzo Loggia dove l’assessore competente Federico Manzoni ha presentato le direttive intorno alle quali lavorare per il piano urbano di mobilità sostenibile (Pums). L’esigenza di mettere mano al sistema generale, come ha detto l’assessore, riguarda i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni. Dal 2011 sono aumentati gli spostamenti in entrata e uscita verso Brescia e soprattutto sono lievitati i viaggi diretti verso la città rispetto al traffico interno. In pratica, gli utenti che raggiungono Brescia da fuori sono più di quelli che si muovono all’interno dei confini della città.
A questo si aggiunge la domanda in aumento da parte dell’ovest e di chi risiede a sud-est di Brescia, in particolare tra Manerbio, Ghedi verso Cremona, Parma e Verona. Per questo motivo la Loggia non vuole più ragionare sul trasporto pubblico solo a livello cittadino, ma allargandosi all’hinterland e fino ad arrivare a 62 comuni intorno alla città per coprire 800 mila abitanti. La politica della mobilità punterà a incentivare il trasporto pubblico rispetto a quello privato, con zone 30 e più piste ciclabili. In più, potenziare le aree non servite dalla metropolitana e quelle a sud rispetto alla stazione ferroviaria di Brescia.
Si parla di servizi ferroviari suburbani verso Cremona, Parma e Verona e un tram verso l’ovest bresciano. I mezzi extraurbani in partenza dalla provincia e diretti verso la città e viceversa, invece, dovrebbero fermarsi in corrispondenza dei capolinea delle fermate della metropolitana per non sovrapporsi nelle corse. In ogni caso l’assessore Manzoni ha parlato della volontà di operare con la giunta dei sindaci e i consigli di quartiere per arrivare al piano di mobilità finale che sarà adottato dalla giunta tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017.

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