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Brasile, don Luigi aveva ricevuto minacce

Giallo sulla morte del missionario bresciano: omicidio o gesto estremo? Rinvenuta una lettera indirizzata al vescovo in cui il prete esternava le sue preoccupazioni.

(red.) E’ giallo sulla morte di don Luigi Plebani, padre “Luis”, come veniva chiamato dalla comunità brasiliana di Ruy Barbosa, trovato morto domenica sera nella sua casa.
Il sacerdote originario di Rudiano (Brescia), 62 anni, da oltre 30 inviato come missionario nel Paese sudamericano, è stato rinvenuto domenica sera, attorno alle 18,30, da alcune donne della sua comunità, preoccupate del suo mancato arrivo per la celebrazione religiosa, impiccato nella sua abitazione. Sulla bocca aveva del nastro isolante. Un particolare, quest’ultimo, che contrasta con l’ipotesi, sostenuta dalla polizia locale, che il prete bresciano si sia suicidato.
Ma per il commissario Marcelo Cavalcanti, incaricato delle indagini, don Luis si sarebbe tolto la vita “al 90%”. Una versione che non convince invece il vescovo di Ruy Barbosa, monsignor Andrè De Witte, che ha invece riferito che il missionario aveva sofferto varie minacce dai detenuti del carcere locale, che lui visitava regolarmente, e forse era venuto a conoscenza di segreti collegati al mondo della droga, particolari di cui non avrebbe dovuto sapere.
Don Luigi aveva inoltre ricevuto minacce e da un paio di notti dormiva fuori casa per prudenza. In una lettera  non spedita e trovata nella sua abitazione dalla polizia confessava al vescovo alcune preoccupazioni.
Due le ipotesi al vaglio: omicidio, forse per una rapina degenerata, e comunque mascherato da suicidio, o il gesto estremo del missionario che, tempo fa, aveva sofferto di una forma di depressione.
Tra qualche giorno i risultati degli esami scientifici di polizia effettuati sul luogo del ritrovamento del cadavere del sacerdote, su cui verrà effettuata l’autopsia. Ancora da stabilire la data dei funerali. Don Luigi Plebani verrà sepolto in Brasile, a Lagoa Dos Gatos, dove aveva vissuto ed operato per 23 anni .

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