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Asm: “Noi siamo già in regola”

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An annuncia battaglia in Consiglio comunale: "Brunelli si dimetta". 


(red.) Il gruppo Asm è intervenuto con una breve nota per commentare la sentenza emessa oggi dalla Corte Europea nei confronti dello Stato Italiano, per una serie di irregolarità legate alle direttive comunitarie sull'impatto ambientale e sull'incenerimento dei rifiuti, che riguardano in particolare il termoutilizzatore bresciano (leggi la notizia).
Il comunicato redatto dalla società di via Lamarmora sottolinea come l’Asm si sia già spontaneamente e pienamente adeguata alla legislazione europea: “Asm già nel giugno 2005 ha ottenuto, a conclusione della procedura di Valutazione di impatto ambientale, condotta volontariamente, giudizio pienamente positivo sulla validità ambientale della terza linea del termoutilizzatore di Brescia”.
Nel 2006 il termoutilizzatore – prosegue la nota – ha consentito di recuperare, da rifiuti e biomasse, energia elettrica pari al fabbisogno di 170mila famiglie, oltre ad energia termica per il riscaldamento di 50mila unità immobiliari, con un risparmio di 150 mila tonnellate equivalenti di petrolio ed evitando l’emissione di oltre 400mila tonnellate di anidride carbonica, pari all’effetto ottenibile riforestando 80 chilometri quadrati di superficie”.
Una serie di motivazioni che nell’ottobre 2006 hanno portato l’impianto Asm ad essere "premiato dalla Columbia University di New York quale miglior termoutilizzatore del mondo”.
Alla nota, Asm allega anche un proprio comunicato stampa datato giugno 2005, in cui si riprende la notizia del “ giudizio positivo del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, di concerto con il ministero per i Beni e le Attività Culturali, circa la compatibilità ambientale "dell’opera proposta da Asm Brescia spa relativamente al  completamento del termoutilizzatore mediante la realizzazione della terza unità di combustione”.
Di diverso avviso i primi commenti politici alla vicenda. Il più tempestivo ad arrivare in redazione è stato quello del capogruppo di Alleanza Nazionale in Loggia, Andrea Arcai, che annuncia un’interpellanza al sindaco per chiedere spiegazioni. “La notizia che l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea – afferma la nota di Arcai -, in quanto non sono state rispettate le normative comunitarie per non aver sottoposto alla valutazione di impatto ambientale la terza linea del termoutilizzatore di proprietà di Asm è veramente grave”. Per il capogruppo di An. “il sindaco Corsini e in particolare l’assessore Brunelli avevano rassicurato il consiglio comunale e la cittadinanza che in relazione alla questione di impatto ambientale della terza linea del termoutilizzatore di Brescia era tutto a posto, e che non esisteva alcun problema".
"Apprendere oggi che la Corte europea di giustizia ha condannato l’Italia perché sarebbe stato necessario chiedere la Via e perché non sarebbe stato permesso all’opinione pubblica di esprimere le proprie osservazioni prima delle decisioni dell’autorità competente – continua Arcai -, determina nel nostro gruppo consiliare grande sconforto e costernazione. Ancora una volta la giunta di centrosinistra che governa la nostra città dimostra di non avere alcun interesse per le opinioni dei cittadini bresciani.
E’ necessario fare al più presto chiarezza nell’interesse dell’amministrazione comunale e della cittadinanza".
"Per questo motivo – conclude An – abbiamo presentato un’interrogazione a risposta orale. Chiediamo inoltre che il sindaco riferisca ai consiglieri comunali fin dal prossimo consiglio (quello del 23 luglio) e che venga convocata al più presto la commissione Ambiente per sentire cosa ha da dire al riguardo l’assessore Brunelli che, a nostro giudizio, dovrebbe farsi un bell'esame di coscienza e rimettere la propria delega nelle mani del primo cittadino”.

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