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Donne, patria e… Bergonzoni

All'Odeon di Lumezzane e al Politeama di Manerbio torna l'affabulatore bolognese con "Nessi". Al teatro Sociale invece "La parola padre" di Gabriele Vacis.

(red.) La parola patria, etimologicamente, deriva da “padre”. Ed è proprio sulla loro connessione, e sui risvolti che il triplice marchio paterno, patriarcale e patrio hanno sulle donne in scena, su cui si interroga lo spettacolo intitolato emblematicamente “La parola padre”, in scena martedì 25 e mercoledì 26 marzo al Teatro Sociale di Brescia, per la rassegna “Altri percorsi”.
Sul palco sei donne, tre dell’est (Europa) e tre del sud (Italia). Sei giovani attrici selezionate dal regista e drammaturgo Gabriele Vacis durante un giro di seminari tenuti da Koreja nell’Europa centro orientale. Protagonisti i ricordi e le sensazioni di una terra patria (comunista per le ragazze dell’est, meridionale per le ragazze del sud) lontana ma radicata negli istinti e nelle paure.
“Con le sei ragazze – racconta Vacis – ho fatto lunghe interviste che ho ripreso in video. Più che interviste sono sedute psicanalitiche. Ho chiesto loro di raccontarmi quando hanno avuto davvero paura, quando si sono sentite al sicuro. La paura è il sentimento dominante del nostro tempo. Perché possediamo tanto. Perlopiù cose. Quindi abbiamo paura che gli altri, che il resto del mondo, a cui abbiamo rubato il tanto che abbiamo, ci presenti il conto. Abbiamo paura che ce lo portino via.  Alle sei ragazze ho chiesto di raccontare storie, non ho chiesto opinioni.  Sono venute fuori testimonianze diverse: se una ha vissuto sei, sette anni sotto il comunismo, ha paure e desideri diversi da una che discende da Alessandro il Macedone” (inizio spettacolo ore 20,45; biglietti 26 euro platea; 18 euro galleria centrale;12 galleria laterale; in rete o nei punti vendita del circuito Vivaticket/Charta,www.vivaticket.it).
Altra storia invece quella in scena al teatro Odeon di Lumezzane martedì e in replica al Politeama di Manerbio mercoledì alle 20,45 ( Odeon esaurito, al Politeama invece ancora biglietti disponibili: intero 25 euro, ridotto 22 euro, al botteghino dalle 20,15) . La “solita” storia di affabulazioni erranti senza né capo né coda, quelle scritte e portate in scena da Alessandro Bergonzoni ma che sotto sotto, celano inusitati e inaspettati nessi. E proprio “Nessi” si intitola l’ultima opera dell’attore e scrittore (e affabulatore) bolognese.
Un’ora e mezza di monologo brillante, comicamente eccedente e ipertrofico, da lui scritto interpretato e diretto con la co-regia di RiccardoRodolfi, sorretto dalla ormai nota, rocambolesca capacità affabulatoria in un flusso ininterrotto di invenzioni iconiche e semantiche. E di connessioni. Perché oggi «ilconfrontoconl’altroè inevitabile, siamo tutti con-nessi. Vita, morte, lavoro e fedenonappartengono più alla sfera privata, ma ad una comunità planetaria».

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