Manlio Milani: “Dichiarazioni offensive degli avvocati di Tramonte”

Il presidente della Casa della Memoria, ha spiegato: "Non abbiamo cercato un colpevole a tutti i costi".

(red.) Il presidente della Casa della Memoria, Manlio Milani, ha contestato le dichiarazioni dei nuovi avvocati di Maurizio Tramonte, condannato per la strage di Piazza Loggia, 28 maggio 1974, dove morirono 8 persone e ci furono oltre cento feriti. 
Apprendiamo da alcuni organi di stampa che i difensori di Maurizio Tramonte hanno depositato presso la Corte d’Appello di Venezia atti a sostegno della richiesta di revisione del processo che ha condannato il loro assistito all’ergastolo per la strage di Piazza della Loggia. E’ nel loro diritto farlo e, quando ci sarà reso possibile entrare in possesso di tali atti, li valuteremo con attenzione e senza pregiudizi come abbiamo sempre fatto”.

“Nella dichiarazione rilasciate dai suddetti difensori leggiamo anche che a loro avviso “…il processo contro Tramonte è stato fortemente influenzato dal clima politico e dall’esigenza, dopo 40 anni, di avere un colpevole, ma quel colpevole non è Maurizio Tramonte”. Sono parole che non accettiamo. E’ bene che sappiano, questi difensori, che per 43 anni (la condanna definitiva è del giugno 2017) abbiamo sostenuto la ricerca della verità giudiziaria nel pieno rispetto delle regole e senza mai cedere all’idea di costruire un colpevole a tutti i costi, cosa che, diversamente, sarebbe entrata in contrasto con le ragioni per cui, quella mattina del 28 Maggio 1974, abbiamo scelto di partecipare a quella manifestazione.
Atteggiamento riconosciuto anche da parte di avvocati difensori degli imputati che hanno pubblicamente dato atto alle Parti civili di come il loro comportamento abbia permesso, durante le varie fasi dibattimentali, un libero confronto tra le parti, serio e non pregiudizievole nella valutazione dei fatti. In tal senso, respingiamo quindi tali dichiarazioni in quanto offensive nei confronti delle vittime della strage di Piazza della Loggia, dei loro familiari e della città nel suo insieme“.

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