Strage di piazza Loggia, i messaggi delle istituzioni e della politica foto

Ieri, a causa della pandemia, è stata una cerimonia particolare. Nel Vanvitelliano i discorsi trasmessi online.

(red.) Alberto Trebeschi e la moglie Clementina Calzari, Giulietta Banzi Bazoli, Livia Bottardi, Euplo Natali, Luigi Pinto, Bartolomeo Talenti e Vittorio Zambarda. Sono le otto vittime, insieme ad altri 102 feriti, provocate dalla bomba che il 28 maggio del 1974 scoppiò in piazza Loggia a Brescia nel corso di una manifestazione sindacale antifascista. E ieri, giovedì, a 46 anni di distanza da quell’attentato terroristico, si sono ricordati quei tragici avvenimenti nonostante il periodo connesso all’emergenza sanitaria. La memoria storica resta e ieri in piazza, con accessi più ridotti rispetto al passato e mantenendo il distanziamento, le massime autorità e i sindacati hanno ricordato quell’attentato. Tra loro anche Franco Castrezzati, il sindacalista ora costretto su una sedia a rotelle, che quel 28 maggio del 1974 stava parlando dal palco nel momento in cui, alle 10,12, scoppio l’ordigno nascosto in un cestino.

Ieri le campane di piazza Loggia hanno suonato con otto rintocchi per ricordare le vittime e in seguito anche per gli altri deceduti, anche di questo periodo particolare e drammatico. Alla commemorazione erano presenti il sindaco Emilio Del Bono con l’intera rappresentanza del Comune, le massime autorità civili e militari, il vescovo di Brescia monsignor Pierantonio Tremolada e l’anima della manifestazione Manlio Milani, presidente dell’Associazione dei Familiari delle Vittime che in quell’attentato perse la moglie Livia Bottardi. “Oggi ho visto la città unirsi, come l’ho vista unirsi per la ricostruzione e per arrivare alla sentenza. È un ponte tra le vittime di ieri e di oggi – ha detto Milani – che diventano un simbolo di chi vuole, ancora, camminare insieme”. La cerimonia, ridotta a causa delle disposizioni in corso, si è mossa da piazza Loggia verso il salone Vanvitelliano in Comune per gli interventi delle autorità e trasmessi in diretta streaming. Tra questi, anche Anna Maria Furlan, segretario generale nazionale della Cisl, ma è intervenuto anche Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio ucciso dalle Brigate Rosse.

“Quest’anno, per la prima volta da 46 anni, la strage di Piazza della Loggia a Brescia non hapotuto essere commemorata con una manifestazione pubblica in piazza – ha sottolineato Alfredo Bazoli (Pd) – ma l’impossibilità di ritrovarsi fisicamente tutti insieme, dovuta all’immane tragedia dell’epidemia che ha colpito in modo particolare la nostra città, non rende meno importante celebrare la memoria sullo sfregio che Brescia sopportò 46 anni fa. È vero che la strage di Piazza della Loggia è figlia di un contesto storico che si è esaurito, ma è anche vero che la violenza politica non è sparita, che l’integralismo e il fanatismo sono insidie ancora presenti. Nel 2017 è arrivata una sentenza definitiva che, perla prima volta, ha condannato gli autori della strage: il capo del movimento neofascista Ordine Nuovo Carlo Maria Maggi e l’agente infedele dei servizi Maurizio Tramonte.

È stata una pietra miliare dal punto di vista giudiziario, ma lo è stata anche da un punto di vista storico, perché ha confermato che la strage di Piazza della Loggia, così come quella di Piazza Fontana di 5 anni prima, maturò in ambienti eversivi neofascisti, nel tentativo di favorire una svolta autoritaria nel paese, e che la verità processuale fu ritardata di oltre 40 anni per il lavorio di apparati deviati dello stato, fedeli a un malinteso senso di appartenenza al Patto atlantico più che alla Repubblica. Eppure anche di recente qualcuno ha evocato a proposito delle stragi fasciste fantomatiche responsabilità di servizi segreti dell’Europa dell’Est, in una mistificazione che piega la storia ad esigenze di propaganda politica che umiliano, insieme alla verità, anche le vittime. L’Italia, la nostra democrazia hanno invece bisogno di diradare i dubbi e dissipare le nebbie, di spazzare via gli usi politici e strumentali di quella parte della nostra storia. Solo sulla verità e sulla limpidezza si edifica più forte la democrazia.

Per questo, anche oggi, ricordare è importante, non solo per noi familiari delle vittime”. Messaggi di solidarietà e di ricordo di quella strage, partiti con quello del Capo dello Stato Sergio Mattarella, sono arrivati da tutta la politica nazionale e delle istituzioni. “Piazza della Loggia oggi non sarà sola. E come ogni anno il pensiero va alle vittime diquella strage e alle loro famiglie” ha detto Mariastella Gelmini (Forza Italia). “Il 28 Maggio segna un’altra dolorosa ricorrenza nella storia del nostro Paese, e in particolare della nostra città, Brescia. Quel giorno del 1974 – scrive Vito Crimi (M5S) – un ordigno esplodeva nel mezzo di una pacifica manifestazione antifascista, portandosi via le vite di otto incolpevoli vittime. Ogni anno Brescia, e l’Italia intera, ricordano. Ricordano i nomi e i volti di chi non c’è più, di coloro che furono strappati via ai loro cari da un attentato terroristico di matrice fascista. Ma in questo giorno non c’è soltanto il ricordo. Non c’è solo la condanna, ferma e risoluta, che tutti noi dobbiamo sempre rivolgere verso qualsiasi forma di violenza, di negazione e di soppressione di diritti e libertà. E non c’è solo il valore della memoria.

C’è anche l’esempio concreto, la testimonianza reale di un’intera esistenza vissuta rincorrendo verità e giustizia, fino ad ottenerle. La storia di Manlio Milani, che quel giorno perse sua moglie, dei familiari delle vittime e di coloro che al suo fianco hanno lottato per quarant’anni senza mai darsi per vinti, è una storia che ci riempie di orgoglio e immensa gratitudine. Una vita di impegno civico, di ricerca, di riconciliazione.Una vita trascorsa a studiare carte, a presidiare aule di tribunale, a confrontarsi con ex terroristi osservandoli negli occhi, a raccontare e rivivere la propria esperienza davanti a tante generazioni di studenti e di giovani, affinché nessuno debba più pagare le drammatiche conseguenze di simili tragedie. Per i cittadini bresciani, e non solo, il 28 Maggio è anche questo. Non soltanto il dolore della perdita, ma anche la profonda e sincera riconoscenza verso chi ancora oggi incarna i più alti valori di giustizia, verità e libertà che sono propri della nostra democrazia”. E anche il governatore lombardo Attilio Fontana ha sottolineato che “la strage è una delle pagine più nere della storia italiana del dopoguerra, con il terrorismo neofascista che segnò in maniera indelebile la comunità bresciana. Quella stessa comunità che, anche oggi colpita dalla tragedia della pandemia, sta confermando una grande forza reagendo con dignità e determinazione”. Altri messaggi sono giunti dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati, da quello della Camera Roberto Fico e dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

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