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Strage, giorno ricordo del 44° di piazza Loggia

Lunedì 28 maggio sono in corso le celebrazioni per commemorare quei fatti: 8 persone persero la vita per lo scoppio di una bomba durante una manifestazione.

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(red.) Lunedì mattina 28 maggio a Brescia sono iniziate e in corso le celebrazioni per ricordare la strage di piazza Loggia del 1974. In quel giorno, pochi minuti prima delle 10,30, una bomba esplose in piazza mentre si stava svolgendo una manifestazione antifascista. Otto persone persero la vita e un centinaio rimasero ferite. Quella di lunedì, ma non solo, sarà una giornata ricca di iniziative e appuntamenti in città per commemorare l’anniversario. Si è partiti con il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada che ha incontrato i parenti delle vittime, mentre sul palco sono intervenute le autorità, che poi si sono presentate alla stele, ai piedi dell’orologio.

Commovente il momento del silenzio agli otto rintocchi dell’orologio per ricordare le vittime. E dal palco è emerso il messaggio di chiedere di sciogliere tutte le organizzazioni fasciste. Ed è stato anche letto il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che qui riportiamo in maniera integrale. “La terribile strage del 28 maggio 1974 ha lasciato un segno profondo nella storia della Repubblica. Oggi, nel giorno dell’anniversario, desidero esprimere i miei sentimenti di solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime innocenti, ai loro amici e compagni di lavoro, a tutti coloro che sono stati capaci, sin dal momento dell’attentato e poi nel corso degli anni, instacabilmente, di una grande reazione civica, grazie alla quale la democrazia è stata capace di sconfiggere le forze e i progetti eversivi.

Brescia è stata ferita, straziata dal dolore. Ha pianto i suoi concittadini caduti in Piazza della Loggia e ha saputo divenire esempio per tutta la comunità nazionale: ai terroristi che volevano colpire la convivenza, le istituzioni, la libertà politica e sindacale, ha risposto con l’unità della sua gente, cercando tenacemente la verità e le responsabilità, conservando la fiducia in quella partecipazione democratica che gli eversori di matrice neofascista volevano indebolire. È stato lungo, e faticoso, il cammino della giustizia. Le condanne, ora divenute definitive, sono il risultato dell’impegno di uomini dello Stato e della spinta incessante giunta dalla società civile, a partire dall’associazione che ha riunito i familiari delle vittime.

Ora la memoria dei fatti di Brescia, che si legano alla catena del terrore di quegli anni, sollecita tutti noi a rafforzare sempre più la nostra cultura democratica, a costruire insieme il bene comune, a trasmettere alle nuove generazioni i valori di una civiltà che rispetta la libertà e le differenze. La minaccia della violenza non è stata cancellata nella nostra comunità. Siamo tutti testimoni di come possa assumere forme e modalità nuove, nel perseguimento di uno stesso obiettivo: colpire la dignità delle persone e il loro libero arbitrio. Per sconfiggere chi intende seminare ancora intolleranza e paura, dobbiamo tenere alta la comune sensibilità democratica e restare fedeli ai principi che ispirano la nostra convivenza. È questo lo spirito che rende questa importante giornata di ricordo un momento di impegno dell’intera comunità nazionale”.

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