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In migliaia per chiedere la verità

Insieme a studenti, pensionati e lavoratori c'erano anche i sindaci di Brescia, Milano e Bologna, idealmente uniti da un lutto ancora avvolto nel mistero.

(red.) Per le celebrazioni del 28 maggio piazza Loggia ha sempre visto un notevole affluso di gente, ma erano anni che non si riempiva così. Studenti, pensionati, ma anche tanti professionisti che per qualche ora hanno sospeso le loro attività e si sono riversati davanti al palco allestito per la commemorazione del 40ennale della strage.
Alla foltissima platea ha parlato Franco Castrezzati, che proprio in quei terribili attimi stava arringando la folla. Poi Arnaldo Trebeschi e Manlio Milani, come allora a pochi passi dal cestino e dalla colonna da cui si liberò il botto assassino. Insieme a loro e agli avvocati di parte civile, c’era anche la voglia di verità e la sete di giustizia che in tutti questi anni non si è mai placata. Perché se un nome le otto vittime l’hanno sempre avuto, gli assassini sono sempre rimasti celati nell’ombra di ricostruzioni vaghe e di poteri occulti.
Alle 10,12 i “I Macc de le Ure” fanno gli straordinari e battono i rintocchi tristi che raggelano la piazza per lungo attimo. Poi un liberatorio e commosso applauso, qualcuno che si asciuga gli occhi, qualcun’altro che li abbassa a terra pensieroso. In primissima fila sotto la fascia tricolore i tre sindaci delle città straziate dallo stragismo di estrema destra: Virginio Merola, Giuliano Pisapia e Emilio Del Bono. I primi cittadini di Bologna, Milano e Brescia apparentati da un lutto incomprensibile e atroce.
Ma la commemorazione non si è fermata in piazza Loggia. Proprio i tre sindaci si sono spostati all’auditorium San Barnaba per parlare agli studenti, i giovani, a cui più era rivolta tutta la commemorazione.  È Pisapia ad affrontare il tema: «Le istituzioni hanno sempre fatto informazione anche nel momento in cui anche parti dello Stato hanno messo in atto depistaggi a vario livello». Ma il punto è un altro: «C’è una corresponsabilità anche dei giovani – sottolinea Pisapia – se vogliamo che cose del genere non accadano più. Voi dovete idealmente prendere il testimone per portare la memoria nel futuro».
Del Bono su questo non fa sconti: «I rigurgiti oggi – dice il sindaco di Brescia rispondendo agli studenti- contro le persone e contro la libertà sono ancora tantissimi».
Poi le iniziative continuano anche nel pomeriggio con “Piazzadimaggio” e le personalità di spicco della politica e dell’attivismo italiano si susseguono una dietro l’altra. Sul palco parlano Don Ciotti, leader di Libera e lo scrittore Moni Ovadia.  Nel frattempo si alternano gli interventi dell’avvocato di parte civile, dell’Osservatorio sulle nuove destre, di Nuova Resistenza, della Rete degli Studenti Medi, del Movimentononviolento, Comitato contro le nocività, no Tav, Forum sui rifiuti. Un’occasione,insomma, per ribadire sfaccettature del bisognodi legalità, di giustizia, di correttezza, perché da ogni scintilla di devianza può divampare l’illegalità, e i suoi contorni possono essere infiniti, non di rado, come a Brescia, disastrosi.

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