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Strage, depositate nuove indagini

Il 14 febbraio inizia il processo d'Appello. Tre nuovi faldoni con elementi probatori a sostegno della pista veneta e contro gli indagati assolti in primo grado.

(red.) Comincerà il 14 febbraio il processo d’appello per la strage di piazza Loggia del 28 maggio del 1974, che provocò la morte di otto persone e il ferimento di un centinaio.
Nei giorni scorsi il sostituto procuratore Francesco Piantoni, insieme con il procuratore Roberto Di Martino (a capo della Procura di Cremona e titolare dell’inchiesta sul calcioscommesse), ha depositato tre nuovi faldoni, che conterrebbero elementi probatori a sostegno di quanto sostenuto dall’accusa in primo grado: la teoria che attribuisce la responsabilità della strage alla pista veneta, a Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Maurizio Tramonte, Francesco Delfino e Pino Rauti, assolti in primo grado con formula dubitativa.
Piantoni rappresenterà l’accusa al processo di secondo grado. La Procura chiederà alla Corte d’assise la rinnovazione del dibattimento.
Anche la Procura presso il Tribunale dei minorenni si sta occupando della strage di piazza Loggia, poichè è stato aperto un fascicolo sulle dichiarazioni di un testimone al recente processo in Corte d’assise. Si tratta di un esponente vicino alla destra estrema veronese degli anni ’70, che si è presentato ai magistrati nell’ottobre del 2010, al termine di un’udienza, riferendo di aver raccolto da una persona, all’epoca dei fatti minorenne, la confessione della sua partecipazione alla strage. L’ex ragazzo, legato agli ambienti della destra estrema, gli avrebbe confidato di essere stato a Brescia con un ruolo operativo il giorno della strage.

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