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Infortuni mortali, a Brescia la maglia nera

Nella nostra provincia, nel 2012, sono 19 le morti bianche registrate. In Lombardia sono state in tutto 69. I settori più colpiti agricoltura ed edilizia.

(red.) Sono già due, nel giro di una decina di giorni, gli infortuni mortali avvenuti nel Bresciano: l’11 gennaio, a Cologne, è morto un operaio 45enne, Andrea Cavalleri, caduto da un’impalcatura all’interno di un cantiere edile.
Lunedì la seconda vittima, alla Streparava di Adro: un camionista 54enne, Paolo Gavazzi, camionista dipendente di una ditta esterna, la Autotrasporti Vertua di Cologne, deceduto dopo essere stato travolto da un muletto mentre stava caricando il mezzo.
La cronaca di queste primi venti giorni del nuovo anno non fa altro, purtroppo, che confermare un triste promato detenuto dalla nostra provincia nel settore degli infortuni sul lavoro e delle morti bianche.
Brescia è infatti “maglia nera” per numero di decessi avvenuti sul lavoro: 19 nel 2012, come a Modena. In Italia sono 509 i morti sul lavoro in un anno. Una strage quotidiana descritta dall´Osservatorio Sicurezza sul lavoro di Vega Engineering di Mestre: “come se in dodici mesi una grande azienda avesse perso tutti i propri dipendenti”.
Agricoltura ed edilizia i settori maggiormente colpiti.
Le regioni con il maggior numero di vittime sono: Lombardia (69 morti nel 2012), l´Emilia Romagna (61), la Toscana e il Veneto (42), la Sicilia (40).Quelle in cui l´incidenza delle morti sul numero degli occupati è più alta sono l´Abruzzo (55,2: più del doppio della media nazionale di 22,2), il Trentino Alto Adige (40,3), la Valle D´Aosta (35,2) e la Calabria (32,9).
Dopo Brescia e Modena, le province che hanno registrato il maggior numero di vittime sono: Torino (15), seguita da Roma (14), da Salerno e Bergamo (13) e da Bolzano e Verona (11).
Le statistiche rilevano un decremento delle vittime sul lavoro nel 2012 rispetto al 2011 (-8%). Un risultato che, comunque, non fa sorridere.

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