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Qualità della vita: Brescia promossa (con riserva)

Secondo il 14esimo report di Italia Oggi, la Leonessa guadagna sei postazioni rispetto alla precedente rilevazione, ma la situazione ambientale è critica.

(red.) Peggiora la qualità della vita nelle province italiane: lo registra il1 4esimo rapporto di “ItaliaOggi”, realizzato in collaborazioen con l’Università La Sapienza di Roma.
Sono 42 le province in cui la qualità della vita è buona o accettabile, contro le 45 dello scorso anno. E salgono a 61 (su 103) quelle in cui la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente. Ai primi due posti si confermano le province di Trento e Bolzano, dove si vive meglio. Agli ultimi posti Messina (quart’ultima), Crotone (terz’ultima), Napoli (penultima) ed ultima, a sorpresa, Imperia.
E Brescia? La Leonessa d’Italia acquista postazioni rispetto alla rilevazione precedente, collocandosi al 23esimo gradino della classifica.
Nel 2011 il posto occupato dalla nostra provincia era il 29esimo, e, in due anni, sono dieci le posizioni conquistate.
A determinare questo risultato i dati relativi alla criminalità, scesi rispetto ai 12 mesi precedenti, ma ad incidere invece negativamente sono quelli dell‘inquinamento.
Un dato evidenziato dal rapporto sulle province italiane è che “la qualità della vita passa dall’ambiente”. Vince infatti la provincia che ha un’alta percentuale di raccolta differenziata, incentiva la mobilità sostenibile, l’uso del fotovoltaico e la riqualificazione energetica degli immobili.
In fondo alla classifica, invece, le città con evidenti criticità in tema ambientale: coefficiente di raccolta differenziata basso, traffico, inquinamento, trasporto pubblico che non funziona. Un altro aspetto dell’indagine rivela che il problema dei grandi centri e di quelli più frequentati da turisti, è la sicurezza. L’indicatore relativo alla “criminalità” segnala che situazioni di maggior pericolo si riscontrano nell’ordine a Rimini, Milano, Bologna e Firenze, con poche differenze rispetto all’indagine 2011. All’opposto, la provincia più sicura è Belluno, davanti a Oristano e Treviso, che spicca in positivo in quasi tutti i sotto-settori, da quelli legati al traffico di stupefacenti ai reati in banca.
Sul fronte del disagio sociale (tra i parametri considerati rientrano la disoccupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni e i suicidi per 100 mila abitanti) nelle province italiane, invece, le posizioni di testa, che in questo caso non sono sinonimo di performance positive, spettano a Benevento, che conquista la vetta facendo un balzo di 13 posizioni rispetto allo scorso anno, seguita da Avellino (destinata a fondersi proprio con la provincia di Benevento), Vibo Valentia e Salerno. Mentre in quinta e sesta posizione si piazzano rispettivamente Cosenza e Reggio Calabria. Il disagio è invece minimo ad Aosta (101esima posizione), Lucca (102esima) e Genova (ultima), fortemente penalizzata dai dati su infortuni sul lavoro e suicidi.

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