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Qualità della vita, a Brescia è migliorata

Secondo la classifica pubblicata da Il Sole 24 Ore, la Leonessa è al 26esimo posto, guadagnando 6 posizioni rispetto alla precedente rilevazione.

(red.) E’ Bolzano a conquistare il primo posto nella ”Qualità della vita 2012 nelle province italiane”, la ricerca annuale del Sole 24 Ore giunta quest’anno alla 23esima edizione e pubblicata sul Sole 24 Ore questo lunedì.
La pagella peggiore va invece a una realtà meridionale, Taranto, ancora una pugliese come nel 2011, quando ultima si era qualificata Foggia.
La ricerca, per questa volta svolta ancora sulle 107 province, si articola su sei settori, costruiti a loro volta su sei indicatori (per un totale di 36), che danno luogo a sei graduatorie di tappa e quindi alla classifica finale.
La vincitrice dello scorso anno, Bologna, scende di ben nove posizioni e arriva decima, mentre argento e bronzo vanno a Siena e Trento. Completano la top ten Rimini, Trieste, Parma, Belluno, Ravenna, Aosta, tutte presenze costanti anche in passato.
E Brescia? La Leonessa si colloca, insieme con Torino, fra i territori con più di un milione di abitanti tra le realtà che hanno fatto qualche progresso collocandosi nella prima metà della classifica generale, o di Catania e Palermo (nella parte bassa).
La nostra città guadagna la 26esima postazione, con un incremento di sei gradini rispetto alla rilevazione precedente e dun punteggio complessivo di 549. Nel 2011 era il 32esimo posto, con un miglioramento già avvenuto rispetto al 2010 di ben 12 poizioni.
Ad emergere però sonole realtà di media grandezza del Centro Nord, le meglio dotate sul fronte dell’imprenditoria, del lavoro, delle infrastrutture e della rete sociale, fattori cruciali in una fase difficile come l’attuale dove l’aspirazione alla vivibilità diventa una vera e propria scalata.
Bolzano, già prima nel 1995, nel 2001 e nel 2010 conquista la vetta della classifica grazie alle buone performance nei capitoli Affari e lavoro e Tempo libero (3°posto) e Ordine pubblico (4°). Nel dettaglio, a ”darle punti” sono la bassa disoccupazione (3,3% nel 2011 contro una media del 9%), le presenze turistiche nonché la scarsa incidenza di reati come furti in casa o di auto. In fondo alla classifica Taranto che raggiunge il proprio risultato migliore solo nell’Ordine pubblico (54° posto grazie all’incidenza modesta di scippi, borseggi e rapine e di truffe) mentre si ferma al 94° posto in Tenore di vita e in Servizi-Ambiente-Salute e al 95° posto nella voce Affari e Lavoro per registrare i risultati peggiori nel Tempo libero e nella Popolazione (104° e 103° posto). Ad esempio è messa male sul fronte giovani, visto che la quota sul totale degli abitanti è scesa del 6% in dieci anni ed è al 105° posto per l’imprenditorialità dei 18-29enni. Le due più grandi realtà metropolitane, Milano e Roma, salgono entrambe un paio di scalini (in 17esima e 21esima posizione).
Milano conquista il titolo del primo capitolo della Qualità della vita 2012, quello centrato sul benessere economico. Nel gruppetto in testa tutte realtà del Nord oltre alla capitale, al 10mo posto. In fondo alla graduatoria di tappa prevalgono siciliane, pugliesi e calabresi, con Bari, Salerno e Napoli a chiudere. Il capitolo Affari e Lavoro, per l’edizione 2012, ha subito un paio di modifiche significative nella scelta dei parametri.
Questo spiega alcune forti variazioni nella graduatoria di tappa: Savona e Roma, ad esempio, balzano al 9° e al 19esimo posto, mentre Varese scende al 69esimo gradino (il più arretrato tra le realtà settentrionali). Cuneo si piazza al vertice seguita da una nutrita serie di province del Nord e del Centro. La migliore del Sud, 34a, è Siracusa. Ultima è Reggio Calabria. Da servizi, ambiente e salute dipende un bel po’ della vivibilità di un’area e su questo fronte distinguono tre regioni: Emilia Romagna, Lombardia e Toscana. Il gradino più alto della graduatoria di tappa è occupato da Bologna e Lucca, alla pari. Nella top ten ci sono anche la romagnola Ravenna, al terzo posto, le emiliane Reggio Emilia e Parma, le lombarde Milano, Sondrio e Como, la toscana Pisa.
A fine classifica Isernia, Vibo Valentia e Crotone. Una quota consistente di immigrati regolari non solo è considerata un fattore positivo in sè, ma consente di avere una popolazione più giovane. Su questi pilastri (e anche su una bassa incidenza di separazioni e divorzi, che potrebbe essere a sua volta influenzata da una forte presenza di stranieri) si fonda la conferma di Piacenza al primo posto nella tappa della Qualità della vita relativa alla popolazione. Netta condanna per la Sardegna, che schiera sei sue rappresentanti negli ultimi posti di questa classifica. Anche quest’anno il voto più alto nella graduatoria riferita alla sicurezza lo ottiene Oristano. Nella top ten seguono Belluno, Crotone e Bolzano e la new entry Ascoli Piceno. In fondo alla classifica le città più grandi, Roma e Milano insieme a Prato e Latina che occupano le ultime 2 posizioni. Continua, e anzi si accentua, la ”dittatura” di Rimini nel campo del tempo libero. La provincia romagnola vince questa tappa per il quarto anno consecutivo, e stavolta il distacco con la seconda è ampio: se nel 2011 l’indice globale vedeva Rimini staccare Firenze di 64 punti (664-600), nel 2012 è di 166 punti (844-178). Nella parte bassa della classifica si posizionano, un po’ a sorpresa, Lodi e Lecco a fare compagnia a Caltanissetta, ultima.

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