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I bresciani al volante? Non rispettano il codice

Lo rivela un'indagine Linear. Alta velocità (84%), mancato uso della cintura di sicurezza (41%) e guida in stato di ebrezza (39%) le infrazioni ammesse più spesso.

(red.) È più grave non conoscere le regole oppure scegliere deliberatamente di violarle? Sicuramente, quando si è alla guida di un’auto, entrambi i comportamenti sono pericolosi.
Da quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Linear dei Servizi commissionata a Nextplora gli automobilisti bresciani conoscono il codice ma ammettono spesso di non rispettarlo. Nessuna esitazione infatti nell’indicare che la guida in stato d’ebrezza sia altamente irresponsabile e pericolosa secondo la quasi totalità del campione intervistato (94%), ma allo stesso tempo, dato allarmante, indicata come una delle infrazioni stradali più commesse sulle strade della provincia lombarda secondo il 39% degli automobilisti cidnei.
Stesso dicasi per quanto riguarda il “bruciare” il semaforo: ben il 75% è consapevole che sia altamente pericoloso ma di contro un 13% ammette che sia abitudine comune ignorarlo. Il copione non cambia nemmeno quando si parla di rispettare i limiti di velocità: quasi un bresciano su due (47%) condanna apertamente questo comportamento da pirata della strada, salvo poi ammettere che è addirittura l’infrazione che si commette più spesso (84%). Che dire poi delle cinture di sicurezza? Nonostante tutti sappiano che sono obbligatorie per legge,  ben il 41% degli automobilisti bresciani ammette di non utilizzarle in tutte le situazioni.
Ad avvalorare ancor di più questo scenario ambiguo si aggiunge l’approccio poco ortodosso dei cidnei nella guida in autostrada. Addirittura il 72% degli automobilisti intervistati dichiara, durante il tragitto, di occupare quasi sempre la corsia di sorpasso e laddove sono presenti le tre corsie, quella centrale, pur sapendo che il codice della strada indica di utilizzare la corsia più a destra possibile. Non va meglio se si parla di sorpasso in autostrada: secondo il 53% del campione intervistato lo si segnala facendo uso dei fari abbaglianti nei confronti di chi ci precede o avvicinandosi il più possibile al veicolo da superare ignorando le distanze di sicurezza (27%).
Capitolo rotatorie. L’83% degli abitanti della provincia lombarda è dell’idea che siano più pratiche e funzionali allo smaltimento del traffico, oltre ad abbellire il paesaggio urbano, ma purtroppo ancora un 11% non conosce la modalità di precedenza quando le si utilizza: fortunatamente il restante 89% sa che se non indicato diversamente da cartelli stradali la regola del codice della strada prevede che ha precedenza chi è già nella rotatoria.
Tuttavia gli ultimi dati recenti fanno ben sperare. Ad addolcire questo scenario ci pensano i dati dei primi due mesi di quest’anno, che rispetto allo stesso periodo del 2011, parlano di -11,5% incidenti, -22,7% di vittime e -14,5% di feriti.
Rispetto all’obiettivo fissato dall’Ue nel Libro Bianco del 2001, che prevedeva la riduzione della mortalità del 50% entro il 2010, l’Italia ha raggiunto una diminuzione del 42,4% del numero dei morti, valore in linea con la media europea UE27, pari al -42,8%. Il prossimo obiettivo tracciato dalla Commissione Europea per il periodo 2010-2020,  è sicuramente ambizioso e allo stesso tempo da perseguire: dimezzare di nuovo il numero complessivo di morti sulle strade dell’Unione europea. L’Italia è sulla strada giusta e speriamo che non sia solo per la crisi che ci fa usare di meno l’auto.

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