76ª Centomiglia del Garda: trionfo storico di Tea Faoro, prima donna a vincere la grande classica
L’Ufo 22 “Lulù” conquista il Trofeo Bettoni e riscrive la storia: barche piccole davanti ai giganti, giovani equipaggi protagonisti e un Garda spettacolare in due giornate opposte.
Più informazioni su

La 76ª Centomiglia Internazionale del Garda si chiude con una vittoria che segna un punto di svolta: Tea Faoro, 25 anni, diventa la prima donna armatrice‑timoniere a vincere la regata più iconica del lago. Con il suo Ufo 22 “Lulù”, in coppia con Mauro Grandone, ha dominato la classifica ORC Overall, conquistando il Trofeo Bettoni e imponendosi anche nella categoria Double Handed.
Una vittoria costruita con continuità e lucidità in due giornate completamente diverse: sabato con brezze leggere sul percorso Bogliaco–Desenzano, domenica con un Peler da 20 nodi, onda formata e spettacolo puro fino alla sponda trentina. Un Garda che ha mostrato due anime, premiando le barche più piccole e meno estreme, capaci di battere scafi più grandi e progetti sofisticati grazie ai compensi ORC.
Dietro a Lulù si piazzano il 45er tedesco 6Q di Peter Koenig e Pirillina di Stefano Fasoli, mentre in tempo reale il protagonista assoluto è stato QFX di Thomas Jundt, primo al traguardo in entrambe le Line Honour.
Ma l’immagine più potente di questa edizione è un’altra: tanti equipaggi giovani, anche giovanissimi, protagonisti su monotipi, scafi veloci e barche piccole. Una Centomiglia che guarda avanti, che coinvolge tutto il Garda e che, per la prima volta, vede una donna davanti a tutti nella classifica principale.
«Le barche piccole hanno battuto i grandi, e tanti giovani hanno dimostrato di voler essere parte della Centomiglia di oggi e di quella di domani» ha commentato il presidente del Circolo Vela Gargnano, Francesco Capuccini.
Un’edizione che resterà nella storia: per il vento, per lo spettacolo, per la partecipazione di tutto il lago. E soprattutto per Lulù, che da Bogliaco è tornata vincitrice, scrivendo una pagina nuova della vela gardesana.




Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.