Golf&Wine Championship, tappa bresciana al Franciacorta Golf Club
Il 6 aprile gara tra golf e cantine per valorizzare il territorio. Sport, vino e networking nel circuito nazionale itinerante.
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Corte Franca. Fa tappa nel Bresciano, a Corte Franca, il Golf&Wine Championship 2026, il circuito nazionale che unisce sport ed eccellenze enogastronomiche italiane. Lunedì 6 aprile sarà il Franciacorta Golf Club A.S.D. a ospitare una delle oltre venti gare in programma nelle principali regioni vinicole del Paese.
Il campionato coinvolge aziende vinicole provenienti da tutta Italia, ciascuna rappresentata da quattro giocatori, in una competizione che punta a valorizzare il legame tra territorio, produzione agricola e sport. Un format che trasforma ogni appuntamento in un’esperienza che va oltre la gara, promuovendo cultura, relazioni e turismo.
Il tour, presentato al Campidoglio lo scorso 30 gennaio, si svilupperà da marzo a settembre, per concludersi a ottobre al Palazzo del Coni. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con realtà come Sport e Salute e “Grandi Eventi Italiani, Sport e Tradizione”.
I numeri del circuito sono rilevanti: oltre 1000 aziende agricole coinvolte, più di 2500 giocatori e una ventina di circoli di golf, per un bacino complessivo di circa 6000 soci. Ogni gara prevede la partecipazione di un massimo di 25 cantine e tra 80 e 100 giocatori, tra imprenditori e professionisti.
A rendere unico l’evento è anche la “diciannovesima buca”, il momento conviviale che segue la gara, durante il quale i partecipanti possono degustare i vini delle aziende presenti accompagnati da specialità gastronomiche locali.
«Il rapporto tra golf e vino è sempre più stretto», ha spiegato Guido Bernardini, ideatore del circuito, «perché condividono valori come la qualità del tempo, la passione per il territorio e la dimensione relazionale. Il nostro tour vuole essere un’esperienza di qualità e condivisione».
Dello stesso avviso anche Luca Maria Vicentini, co-fondatore dell’iniziativa: «Uniamo due eccellenze: il golf, sport accessibile e sociale, e l’enogastronomia italiana, che rappresenta un patrimonio riconosciuto a livello mondiale».








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