Brescia Calcio, Cellino gioca la carta del concordato «in bianco» per salvare il club

L'ex presidente fa un ultimo tentativo per evitare il fallimento del club. Il giudice deciderà dopo aver visionato tutta la documentazione integrativa.

Brescia. Il futuro del Brescia Calcio resta tuttavia legato alla decisione del giudice, che si esprimerà solo dopo aver ricevuto ed esaminato tutta la documentazione integrativa.
Da un lato la Procura spinge per il fallimento, dall’altro i legali di Massimo Cellino giocano l’ultima carta: la richiesta di un concordato preventivo «in bianco». Questa mossa congela temporaneamente il collasso della società, dando tempo ai difensori di presentare un piano di rientro dettagliato e a norma di legge. Si tratta di una strategia mirata a bloccare l’istanza di fallimento avanzata dalla Procura, mossa per fare fronte a una situazione debitoria della società che si aggira intorno ai 20 milioni di euro.
A complicare i piani dei legali dell’ex presidente è la dura relazione dell’avvocato Eugenio Biscoli, l’esperto nominato dal Tribunale per supervisionare la vecchia trattativa. Nel suo documento finale, il professionista boccia nettamente la condotta dei vertici societari, accusandoli di aver violato i doveri di correttezza e buona fede.
Secondo Biscoli, il club non ha mai formulato un piano d’azione solido e credibile per rimborsare i creditori, dimostrandosi tutt’altro che trasparente. Uno dei punti più critici è il silenzio dei consulenti societari, che non hanno mai rivelato l’identità dei fantomatici investitori pronti a finanziare il rilancio, ma anche i continui passi indietro e le incongruenze sui fondi che la controllante avrebbe dovuto garantire per iscrivere la squadra al campionato dilettantistico.
Mentre la Procura di Brescia resta convinta che non ci siano i margini per salvare il club dal fallimento, la difesa di Cellino scommette tutto sulle tutele del concordato preventivo per tenere in vita la società e ristrutturare il pesante debito.

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